Lo Hobbit – La Desolazione di Smaug

Diciamolo fin da subito, la seconda parte de Lo Hobbit, La desolazione di Smaug, si è mostrata un po’ sottotono rispetto alla prima, ed anche rispetto alla precedente trilogia se vogliamo dirla tutta.
Sappiamo che ci sono cose che il film ha mostrato, e che nella realtà del libro non esistono. Di queste, sappiamo anche che alcune funzionano molto bene, altre un pochino meno, ma almeno non vanno a scapito dell’intera pellicola, che tutto sommato non crea attacchi di panico o depressione notturna.
Come nel primo film, anche in questo si sente molto la mancanza della voce di Gianni Musy. Non che Gigi Proietti non sappia fare il suo mestiere, anzi è un attore/doppiatore che adoro, grandissimo in ogni bilbocosa che fa, ma quando ti abitui ad una voce per così tanti anni, una diversa ti suona per forza di cose un po’ fuori luogo. E’ un po’ come se cambiassero la voce ad uno dei tuoi migliori amici, prima o poi ti viene da dire “ma come cazzo parli?!”.
Legolas ha una faccia strana. Ma tralasciando possibili differenze nel trucco, ha anche un aspetto ed un atteggiamento leggermente diversi. Sembra più incazzoso, meno elfo rispetto a quello visto ne Il Signore degli Anelli.
Tauriel nel libro non esiste, ok, ne siamo consapevoli. Ma di certo siamo contenti della sua esistenza nel film. Evangeline Lilly infatti, già famosa per Lost, in versione elfica e con chioma rossa riempie abbondantemente lo schermo, e riesce quasi a detronizzare Arwen, aka Liv Tyler.
A Kíli, aka Aidan Turner, aka il vampiro di Being Human, non avrei dato 50 lire di fiducia. E continuo a non dargliele. Non mi piace come vampiro in Being Human, e non mi piace neanche qui come nano; è più forte di me.
Il Dr. Watson, ovvero Martin Freeman, che nel film interpreta lo scassinatore Bilbo Baggins, convince ma fino ad un certo punto. Il suo coraggio sembra decisamente eccessivo.
Smaug, il drago… Il drago va bene, decisamente bene. Almeno finché non apre bocca per parlare. Ha l’aspetto smaugdi un drago, si muove anche come si dovrebbe muovere un drago, ma parla come parlerebbe una lucertola che fa la voce grossa, e non mi convince del tutto.
La prima metà della pellicola passa lenta e forse anche un tantino pesante. L’unica nota di merito, è il tragitto sul fiume, durante la fuga della compagnia dalla prigionia elfica. Qui, come giustamente faceva notare il mio Master di D&D, si nota il divario razziale; ovvero di come un gruppo di nani disarmati ed infilati in delle botti, possa essere più letale di un intero esercito di orchi armati fino ai denti. Nella parte finale invece, la fa da padrone Smaug, e credo che questo sia sufficiente. Per tutto il resto, direi che Tauriel basta ed avanza.

footer-hobbit

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...