The Wolf of Wall Street

The Wolf of Wall Street, la pellicola con cui Leonardo Di Caprio tenterà per l’ennesima volta di vincere un Oscar.
The Wolf of Wall Street, il film tratto da un libro, che mette a nudo la storia di un uomo, che da semplice neo-laureato diventa prima un ottimo broker e poi un magnate delle borsa americana. Peccato che nel tragitto diventi anche un drogato, un puttaniere, un criminale, e tante altre cose non propriamente lusinghiere, ma non è mia intenzione fare la wolf3morale (non ancora almeno).
The Wolf of Wall Street, tre ore di pellicola, che a me non hanno detto o lasciato assolutamente un cazzo.
Il film comincia bene eh, per l’amore del cielo, e ti fa ben sperare. La premessa promette, ed è proprio lì che la cosa ti fotte. Pensi di essere di fronte ad un altro film come The Departed, e l’adrenalina comincia quasi a venir su senza problemi.
Per un po’ riesci anche a seguire il protagonista, ad immedesimartici come hai fatto con altri prima di lui, ma la cosa non dura tantissimo. Si perché il livello del film sale man mano come dovrebbe, ma poi subisce un punto d’arresto. Ti rendi conto che dopo un certo punto tutto rimane statico e fisso solo su poche e determinate cose reiterate di continuo, ovvero soldi, droga e prostitute, cose che a meno di essere un sedicenne, non possono occupare un intero film di tre lunghe ore.
Proprio per questa ragione, già da metà pellicola si comincia ad attendere il momento in cui la trama possa prendere una svolta importante, che rialzi l’attenzione e porti ad un finale d’effetto.
Nel frattempo, il protagonista/narratore, comincia a tagliare corto nelle wolf2spiegazioni dei suoi subdoli piani, togliendo allo spettatore una delle poche cose interessanti della storia, che intanto continua a navigare tra culi e tette senza problemi di sorta, e chi guarda continua ad aspettare la svolta…
In alcuni frangenti, tutto sembra cercare perfino di dare al protagonista l’apparenza dell’eroe, di colui che si traveste da novello Robin Hood (cosa tra l’altro citata nel film), ma che alla fine non resta nient’altro che quello che ho detto all’inizio: un drogato, puttaniere e criminale. Lo spettatore intanto, attende sempre la svolta epocale del film…
Poi, quando ormai si è certi al cento per cento che sta per succedere qualcosa di straordinario… Il film finisce. Ma come? Dov’è il colpo di scena? Che fine ha fatto il finale ad effetto? Dove sta la svolta che tanto aspettavamo?
Probabilmente la troverete nella birra che vi consiglio di farvi dopo il film, non vi renderà i soldi del biglietto o le tre ore passate chiusi nel cinema, ma un bella birra scura ghiacciata, da sempre una svolta alla vostra giornata…

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