Almost Human – Season 1 Ep. 1 e 2

Almost Human pare essere la versione serializzata per la tv del recente Robocop, ovvero del remake di cui ho parlato/scritto QUI. Come nella pellicola dell’originale mezzo robot mezzo poliziotto, il crimine ha preso il sopravvento, e le forze di polizia sono in netto almosthuman2svantaggio. Per cercare di pareggiare i conti, vengono introdotti degli androidi di supporto alle unità umane, e questo in alcuni frangenti sembra dare i propri frutti.
Il protagonista umano, è John Kennex, poliziotto che in seguito ad un’imboscata ha perso un collega, una gamba e la totale fiducia in questi partner robotici. Nei suoi panni c’è l’attore Karl Urban, che oltre ad esser passato da serie tv come Xena ed Hercules, è stato Éomer ne Il Signore degli Anelli, ed il dottor McCoy nei due film di Star Trek di J. J. Abrams.
Al suo fianco, la controparte robotica, ovvero Dorian, androide di una generazione precedente rispetto a quelli utilizzati al momento, e messi da parte perché il loro provare emozioni cominciò ad essere considerato un problema. Dorian è interpretato da Michael Ealy, che tra E.R. e FlashForward, pare aver anche interpretato Underworld Awakening (il risveglio), che apprendo essere il quarto film della serie, e di cui, per fortuna o sfortuna, credo di essermi perso l’esistenza. Recupererò.
Nei primi due episodi, si parte con l’immancabile inizio in cui il poliziotto torna in servizio, e dopo un piccolo alterco con il partner robotico che gli era stato assegnato, conosce Dorian, e con lui si rimettono sulle tracce di chi almosthuman1aveva organizzato la trappola in cui era stato coinvolto. Le emozioni e le capacità deduttive dell’androide colpiscono il figlio di Rohan, che di certo lo preferisce ai freddi pezzi di metallo della nuova generazione. Nel secondo episodio, gli autori non potevano esimersi quindi dal trattare un argomento scabroso come quello delle droidi squillo, in cui sarà messo molto in risalto appunto il lato umano di Dorian (e no, non nel senso che avete inteso voi…).
La serie è quindi un sapiente mix tra il Robocop dei vecchi tempi ed il nuovo, a cui è stato aggiunto un pizzico di Demolition Man, l’umanità di Jhonny 5 di Corto Circuito e tante altre casette interessanti. Per ora è interessante, e si sta meritando di continuare la visione.

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