Storia di una ladra di libri

Storia di una ladra di libri è uno di quei film che devono sedimentare. Non tanto, anche solo per qualche minuto, giusto il tempo di allontanarsi dagli echi degli altri spettatori, che nella maggior parte dei casi è meglio lasciar annegare nei loro pensieri superficiali. Il suo significato potrebbe colpirvi subito dopo, oppure con qualche “minuto” di ritardo, o forse non raggiungervi mai (il che potrebbe essere un peccato), oppure le lacrime potrebbero sorprendendovi quando ormai non ve le aspettate più.
Tratta dal libro La bambina che salvava i libri di Markus Zusak, la pellicola si fa accompagnare da un narratore (o narratrice?) d’eccezione, che guida lo spettatore attraverso scene in cui si trova facilmente un bianco ladra1predominante, colore che probabilmente sta a simboleggiare la pace che di solito (si dice) accompagni cotal mattatore.
Le vicende, seguono la vita della piccola Liesel Meminger, che nel periodo a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, si ritrova a dover sopportare tragedie forse troppo grandi per la sua tenera età. Suo malgrado costretta in una città difficile in un periodo della storia ancora più difficile, questa piccola furfante imparerà a trovare nei libri il suo mondo, condividendolo con le persone a lei più vicine e più care.
Trascurando il fatto che le parole scritte da Liesel sull’abbecedario sul muro (e non solo) si mostrano in inglese nonostante sia tutto ambientato a Berlino, si hanno ugualmente una storia ed un film sicuramente apprezzabili, che però hanno avuto la sfortuna di essere proiettate nel cinema sbagliato. Decisamente meno gradevoli del film sono state infatti alcune signore in età leggermente avanzata, mosse principalmente insieme alla famiglia dalla “gratuiticità” della proiezione, che prima si sono fatte riconoscere in coda all’entrata in sala per non rispettare il proprio turno passando avanti a tutti, e poi perché ritenevano corretto fare una telecronaca minuto per minuto di quanto succedeva sullo schermo (un commento che in pratica avrebbe fatto concorrenza alla pagina 777 del televideo senza il minimo impegno, se non fosse che almeno quella sa stare in silenzio…).
Tutte cose che però alla fine impallidiscono se confrontate al viaggio figurato che ci viene proposto sullo schermo, e che alla fine dovrebbe farci capire una cosa molto più importante rispetto a queste misere facezie. Nella nostra vita ci saranno sempre delle forze segrete a noi ladra2sconosciute, che trameranno nell’ombra e che non potremo mai sconfiggere o soverchiare, e quando queste ne avranno l’occasione, salteranno fuori per portarci via le persone a noi più care. Proprio per questa ragione si dovrebbe cercare di pensare al perché queste incrociano il nostro cammino (o noi incrociamo il loro), e fare di tutto per rendere questo passaggio il più dolce e piacevole possibile, almeno per quanto ci è concesso fare.
Ma con questo bel principio non vogliamo e non dobbiamo dimenticare i libri, protagonisti secondari della storia. In essi sono riflesse le nostre vite, sia quelle vere e reali, che abbiamo vissuto magari anche in prima persona, sia quelle fantastiche, che invece abbiamo sempre desiderato vivere o sognato per un’intera esistenza.
In conclusione, solo una frase, che un fantastico Geoffrey Rush (che io amo ricordare ancora per Mystery Men) pronuncia alla protagonista, e che fa circa così:

Il valore di un uomo, si misura dalla sua parola

Perciò, quanto vale la vostra parola data alle persone che ve l’hanno chiesta? Pensateci su, e non stupitevi se alla fine i conti non tornano…

PS: nella fretta, ho scordato di mandare un piccolo ringraziamento a ComingSoon.it ed al The Space Cinema per l’anteprima, al karma per esser riuscito a trovare l’invito per tempo, e per far sapere alla casa editrice del libro che, visto che il film l’ho apprezzato, se vogliono mandarmi anche la versione cartacea sarò ben lieto di leggerla ed apprezzare anche quella. 😛 Mahalo.

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5 commenti su “Storia di una ladra di libri

  1. Se ti va di goderti un altro bel film con Geoffrey Rush, ti straconsiglio “Shine.” E’ uno dei film più belli che abbia mai visto – e non lo vedo da anni, quindi non é un parere espresso a caldo. : )

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  2. Pingback: Tutto può cambiare | The Demon's RPG

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