300 – L’alba di un impero ed il tramonto dei pirati dei caraibi

Ovvero: come una sessione di D&D post cinema possa essere, a costo zero, molto più avvincente del sequel di un film costato svariati milioni di dollari… [Spoiler presenti nel testo a seguire.]

300-2Da un lato, Temistocle, eroe greco, colpevole di aver lasciato in vita il figlio di un nemico, che col tempo divenne Serse, colui che diede alle fiamme la Grecia dopo aver sterminato Leonida ed i 300 della sua guardia personale.
Dall’altro, Dorian Morozov, paladino di Halav, che insieme ai suoi compagni è partito alla volta di una santa missione: salvare circa un centinaio di uomini e donne rapiti, che senza un dovuto soccorso, avrebbero in breve conosciuto il flagello della schiavitù, per poi incorrere ovviamente in una morte senza onore o gloria.

Da un lato, la flotta ateniese, che cercava di contenere il nemico persiano capitanato da una donna greca, Artemisia.
Dall’altro, sei avventurieri, che per il bene del prossimo, si apprestano ad affrontare due intere navi ricolme di perfidi pirati.

Da un lato, Temistocle organizza la difesa, fa affidamento sui suoi amici e compagni, e attende disperato l’aiuto degli spartani. E’ costretto a dire addio agli amici caduti, ed è quasi pronto a soccombere davanti alla imponenza dell’armata persiana.
Dall’altro, Dorian ed i suoi compagni, che una volta saliti sulla nave, si liberano senza indugio del loro travestimento, ed in nome di Halav, della giustizia, e del regno di Karameikos, si gettano impavidi nella battaglia.

Da un lato, Temistocle è timoroso, teme per la propria sorte e per quella dei suoi compagni, sa che molti di loro non torneranno dalle proprie famiglie, e sa che l’aiuto chiesto a Sparta probabilmente non farà arrivare nessun rinforzo.
Dall’altro, Dorian sente che Halav è con lui, approva le sue gesta e gli sta concedendo il suo favore. Il paladino sa che Halav guida la sua spada, ed ora come non mai gli fa da scudo ed armatura. Niente lo potrà fermare, perché egli è nel giusto, ed il male non prevarrà.

300-1Da un lato, greci e persiani tingono di rosso le acque con il loro sangue. Molti i feriti, innumerevoli i caduti, la Grecia sta bruciando ed il popolo ne paga le conseguenze.
Dall’altro, i sei sembrano invulnerabili. I pirati provano a fuggire. I più fortunati muoiono congelati nelle acque fredde del gelido inverno, gli altri cadono in pezzi o sventrati incontrando le spade degli avventurieri. I più saggi invece, scelgono l’onta della resa.

Da un lato, Temistocle riceve l’aiuto sperato, ma la battaglia non è ancora finita. Persino la regina è scesa in campo, e dispensa ai persiani la vendetta per il suo amato Leonida.
Dall’altro, i pirati sono tutti morti, feriti, o si sono arresi alla superiorità di sei mortali, che hanno soltanto fatto da tramite alla volontà più alta di un dio. Il loro capitano è in catene, i prigionieri sono salvi, la battaglia è vinta in maniera sfavillante, e per i nostri, è finalmente giunto il momento di tornare a casa con tutti gli onori.

La morale è quindi che, il sequel di un ottimo film (il primo 300), non è sempre altrettanto buono, e spesso non è nemmeno una buona idea realizzarlo. Al contrario, c’è sempre un buon motivo per una nuova sessione di D&D, specie se con i pirati. Perché tutto è meglio con i pirati…

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2 commenti su “300 – L’alba di un impero ed il tramonto dei pirati dei caraibi

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