Agents of S.H.I.E.L.D. – Season 1 Ep. 3 e 4

skyeLa serie continua, ovviamente, e cerca di mettere in mostra le vulnerabilità dei membri operativi della squadra dell’agente Coulson. L’incipit della terza puntata cerca di trarre in inganno lo spettatore facendogli pensare che il camionista sul video sia una persona comune, e questa è una convinzione che regge. Per circa 7 o 8 secondi…
Grazie ad un particolare congegno gravitazionale, un gruppo non specificato riesce a rapire uno scienziato facente parte dello S.h.i.e.l.d., allo scopo di metterlo al lavoro su un qualcosa di molto più grosso. Questi congegni fanno uso del gravitonio, un elemento molto raro in grado di modificare la forza gravitazionale se soggetto alla giusta energia.
Chiaramente, una tale forza in mano alla persona sbagliata potrebbe essere decisamente un problema per l’intero mondo, ed è un’ottima occasione per Skye per partire per la sua prima vera missione sul campo sotto copertura.
I gadgets hi-tech a dire il vero sono meno interessanti dei mini droni visti precedentemente, ed alcuni sono anche esteticamente troppo giocattolosi. Skye, o meglio, Chloe Bennet, dimostra brillantemente di poter indossare qualcosa di elegante (e la foto qui in alto a destra lo dimostra), ma ad occhio e croce forse è un po’ troppo a proprio agio nel ruolo dell’infiltrata. Continua l’ombra di mistero intorno agli avvenimenti accaduti a Coulson in seguito alla sua presunta morte, ed è sicuramente un qualcosa che mantiene l’interesse. Buona l’idea di fondo, forse un pochino meno l’epilogo che pare un po’ troppo tirato, scontato invece l’extra finale, dove non si notano personaggi famosi, ma in cui la situazione pare di certo molto chiara.
L’episodio successivo vede invece l’arrivo di una cosa brutta, ovvero il pessimo effetto speciale della mano mozzata ad inizio puntata. Il braccio infatti è visibilmente troppo lungo nonostante gli manchi la mano, e la cosa non va bene… Un furto di diamanti molto strano attira l’attenzione dello S.h.i.e.l.d., o meglio dell’agente Coulson, che prontamente si mette al lavoro sulle indagini. La colpevole risulta essere Akela Amador, una ex agente addestrata dallo stesso Coulson tempo prima. Pare infatti che adesso sia dotata di una specie di occhio bionico, in grado di usare persino una vista a raggi X.
Il siparietto comico della telefonata dal furgone, non regge, è un po’ posticcio e si vede; inoltre, la tizia che interpreta Akela sembra avere l’espressività un manico di scopa rotto, e per quanto si possa caratterizzare in quel modo il personaggio, non riesco proprio a farmela stare simpatica. L’unica emozione che pare tirare fuori è quella legata all’interrogativo posto alla fine dell’episodio, quando ancora una volta entrano in gioco gli oscuri avvenimenti occorsi all’agente Coulson, che evidentemente lo hanno fatto cambiare non di poco. Indiscutibilmente, risulta essere, per ora, l’episodio meno riuscito, nonché l’unico che è stato in grado di farmi addormentare ben quattro volte prima di essere visto completamente fino alla fine. Sigh…

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