Divergent

Un incipit attraente, che descrive un mondo forse sfortunato, ma che a modo proprio funziona, o che almeno sembra funzionare… Più o meno… In un futuro imprecisato, la società è cambiata, e basa il suo progredire sul dividere la popolazione in cinque fazioni, ognuna legata ad una qualità del genere umano. I più generosi faranno parte degli abneganti, coloro che invece hanno una spiccata intelligenza entrano nella fazione degli eruditi, i più sinceri faranno parte dei candidi, quelli più amichevoli dei pacifisti, ed i più coraggiosi saranno nelle fila degli intrepidi, che sono un po’ la parte militare della popolazione.
Divergent1Così, in una società responsabilmente futurista come questa, ci si affida quindi ad un test per scoprire a quale fazione si è portati ad appartenere. Una specie di smistamento nelle case alla Harry Potter in parole povere, ma ambientato nel futuro, senza la magia e con una droga al posto del cappello parlante.
La protagonista svolge però un test inconcludente, ovvero non viene indirizzata esattamente a nessuna fazione in particolare, e questo può essere un problema per il resto dei cittadini, o meglio di quelli al comando. Il test di per sé però, di solito da solo un consiglio, ed infatti nel giorno della selezione, è sempre l’individuo stesso a scegliere il proprio destino. Non importa quindi che tu sia nato erudita o abnegante, potrai diventare un pacifico, o pergiunta un intrepido. Chi cambia la fazione di origine diventa così un transfazione, ed è costretto a bruciare i suoi vecchi vestiti come rito di passaggio. Ma chi non appartiene a nessuno, é un problema, perché non può essere controllato. Ma anche facendo parte della fazione che si preferisce, per quanto impegno ci si possa mettere, nessuno può assicurarsi di avere successo. Le insidie sono sempre dietro l’angolo, e di problemi ed avversità la vita ne è piena anche nel futuro.
L’idea di base potrebbe essere anche decente, ed occhio perché ho detto “potrebbe”… Il film in sé però, non riesce a dare quello che lo spettatore si aspetta entrando in sala. E’ troppo “moscio”, poco accattivante, e stenta a farti entrare all’interno della storia, che scorre imperterrita senza che nessuno se ne chieda seriamente il perché. Resta qualche buco, indubbiamente, ma non risulta comunque significante ai fini del risultato finale, che comunque è piuttosto poco riuscito (almeno dal mio punto di vista). Da vedere in pratica solo in mancanza d’altro, o se proprio vi son piaciuti i libri (che confesso di non aver ancora letto, ma a cui spero di sopperire quanto prima).

Divergent2

PS: con sommo dispiacere scopro anche che l’anno prossimo dovrebbe uscire Insurgent, seguito di Divergent che sarà tratto dal secondo libro… Mi sento un po’ come se stessero per fare un seguito di Eragon… E credetemi se vi dico che non è una bella sensazione…

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