Capitan America: The Winter Soldier

Facciamo una premessa, nonostante quello che si dica in gira sul film precedente, a me il primo Capitan America è piaciuto, e pure tanto. Anche Avengers mi è piaciuto ovviamente (forse ho gusti discutibili, ma del resto chi non ne ha?!), e nutrivo nel seguito del Cap un bel po’ di speranze. Non essendo però tra quelli che si son visti donare un viaggio a Londra per l’anteprima del film (qui invece il resoconto finale), o che ci sarebbero potuti andare se il malvagio destino non si fosse opposto, mi son dovuto accontentare di vederlo al cinema come/con i comuni mortali.
cap1Ho atteso qualche giorno, giusto per avere l’occasione di andarci con qualche amico e per non trovare la ressa dei primi giorni, e non ammetterò mai che l’ho fatto solo per dissimulare che stavo morendo dalla voglia di vederlo e che non ci sono andato da solo solamente perché mi pesa il culo. Sta di fatto, che per poco non me lo sono pure perso…
Da quello che avevo sentito, uno dei punti critici del film era il personaggio di Falcon. Alcuni non l’hanno “digerito” molto bene in questa versione, ma a me sembrava essere in linea con tutto, oltre ad essere un personaggio abbastanza ben caratterizzato. Il problema principale, per quel che mi riguarda, è un altro, e grazie al cielo me lo sono perso. Pare infatti che la scena in cui il Cap mostra un taccuino con una lista di cose da recuperare tra quelle perse negli anni passati sotto ghiaccio, sia specifica per il paese in cui viene proiettato il film (QUI sul sito di BadTaste.it trovate le immagini di alcuni paesi tra cui il nostro). Posso capire Benigni nella lista, che di cose ne ha fatte, ed in qualche modo è conosciuto anche oltre oceano, ma mi spiegate cosa cazzo c’entra Vasco Rossi? Ma stiamo scherzando? Vasco Rossi?! Che solo a sentire una canzone qualsiasi Capitan America potrebbe decidere per sicurezza di farsi congelare per un’altra settantina di anni, giusto per essere sicuri che sia sparito… A sto punto mettetece pure Gigi D’Alessio così se po’ dì che Tciù is MERD che uan…
Questioni di gusti (pessimi) a parte, la pellicola mixa in maniera soddisfacente tutti gli argomenti che un fan si aspetterebbe da un comic movie, ovvero azione, intrighi, superpoteri (più o meno), emozioni, colpi di scena, e lo scompenso ormonale causato dalle tute aderenti della Vedova Nera, al secolo Scarlett Johansson.
Oddio, qualcosa di “strano” si è visto eh, mi pare normale, ma credo posso considerarsi poca cosa; diciamo che gli addetti al lavoro si sono distratti un attimo. Ve ne cito due, giusto per fare degli esempi pratici [quindi occhio agli spoiler se non avete ancora visto il film]. La bella ed il bestione riescono a raggiungere la base dove scoprono un intero piano interrato segreto e nascosto (al cui interno troveranno quel che rimano dello scienziato Arnim Zola), e lo fanno perché da dietro una libreria proviene dell’aria… che tra l’altro viene fuori da un ascensore… Ora, io non capisco benissimo come funzionano sti passaggi segreti, ma se sotto era tutto sigillato, tutta quest’aria da dove veniva fuori? Altro punto “strano” verso la fine del film, quando il Soldato d’Inverno, dopo l’esplosione dell’Helicarrier, ha un braccio rotto (quello normale), e si ritrova in acqua con Cap che è svenuto dopo averlo salvato. Il Saldato d’Inverno salva Cap, ovviamente, ma quello che non ci si spiega è come ha fatto a nuotare ed arrivare a riva con un braccio rotto e con l’altro che reggeva il Capitano… Bah…
Comunque, morale della favola, a me il film non è dispiaciuto per nulla, anzi, lo considero un buon film ed un buonissimo seguito, cosa che di solito succede veramente di rado. Ora, voglio vedere i nuovi Vendicatori, è un ordine.

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Ora… questo post è stato fermo per un bel pezzo (ma proprio assai), in attesa di essere completato, acchittato, immaginato (nel senso di inserire le immagini), programmato, smussato, smerigliato, sverniciato, messo in forno, cosparso di zucchero a velo, e presentato sul vassoio… Io sono un ritardatario cronico, si sa, ma l’ultimo periodo è stato anche poco produttivo, ed un po’ mi dispiace. Per giustificarmi posso dire che, più che un blocco dello scrittore, si è trattato di uno scrittore bloccato, perché a causa degli impegni, degli imprevisti, e di tutte le cose da fare che vengono fuori quando meno te lo aspetti, non riesci a portare a termine proprio tutto tutto… Piano piano però, i nodi vengono al pettine, le cose non si sistemano lo stesso, ma ogni tanto ti rompi così tanto gli zebedei che devi mollare tutto e fare un po’ quello che kaiser ti pare… Il resto, qualche volta, può attendere.

Penny Dreadful – Season 1 Ep. 1

Le premesse ci stavano tutte, ed il poco che era stato mostrato nella trasmissione Mainstream su Rai4 mi aveva decisamente interessato. I penny dreadful, sono (erano) delle piccole pubblicazioni a cadenza settimanale, dal costo molto ridotto (un penny infatti), che diffondevano il genere gotico attraverso dei racconti brevi che potevano essere quindi letti in poco tempo. Non furono mai dei veri e propri capolavori della letteratura, ma alcuni racconti riuscirono a toccare altri autori, che in un qualche strano modo ne furono ispirati.PennyD1
Questa versione televisiva quindi trae spunto da questo filone, mettendo volontariamente in un unico calderone i più noti nomi della letteratura gotica. Parliamo quindi di grossi protagonisti quali il dottor Frankenstein con annessa Creatura, Dorian Gray, Dracula e via discorrendo. Il primo episodio presenta un pochino i protagonisti, tra cui non può non spiccare Timothy Dalton, che sicuramente viene ricordato principalmente per il suo James Bond. Nella sera, il nostro 007 ricopre il ruolo di Sir Malcolm Murray, cacciatore di mostruose creature, in cerca della figlia Mina, sparita tempo prima a causa di qualche vampiro. Ad aiutarlo nell’impresa, Vanessa Ives, ovvero Eva Green, ex bond girl, l’Artemisia dell’ultimo (si spera) 300, ed Ava Lord del prossimo Sin City. Il braccio armato della combriccola, è quello di Ethan Chandler, che ha il volto di Josh Hartnett, di cui spero di riuscire a vedere quanto prima Bunraku.
In ogni caso, il primo episodio scorre abbastanza lento, è non ha soddisfatto completamente le aspettative che mi ero pian piano costruito. Certo, il primo episodio di una serie non è mai indicativo, le cose migliori possono/devono venire sempre mano mano che si sviluppa tutta la trama della stagione. Sperando in un bel crescendo, si attende il momento di riuscire a guardare gli episodi successivi (che nel frattempo dovrebbero essere arrivati almeno a tre, forse anche quattro).

E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare…

Che io mi lamento sempre è una cosa abbastanza risaputa, ed è giusto così, perché dietro c’è tutta una filosofia ed un ragionamento che sostengono la tesi e questo mio modo di pormi al mondo. Questo perché per prima cosa, se non ci si lamenta mai, tutti tendono ad approfittarsene, tanto sanno che tu non ti lamenti, quindi in teoria tutto gli è concesso.

Se vi lamentate di continuo invece, le persone tenderanno a non prestarvi più orecchio, e faranno qualunque altra cosa pur di non dover ascoltare nuovamente un vostro monologo di quindici ore sull’ultima pellicola russa sottotitolata in brasiliano che avete avuto modo di guardare la sera prima. E non solo, perché oltre ad accettare mansioni impensabili per allontanarsi il più possibile dal vostro raggio vocale, nei pochi istanti in cui saranno costretti a starti a stretto contatto, annuiranno compulsivamente facendo finta di darvi attenzione, mentre invece mentalmente ripassano più e più volte i numeri da 1 a 100 in swahili.

Va da sé quindi che non sarà colpa vostra quando non ascolteranno mentre sottovoce gli direte frasi del tipo: “Guarda che quello che con cui hai corretto il caffè non è sambuca, ma un composto a base di acido solfidrico che per uno sbadato errore ho poggiato proprio lì sul tavolino”, oppure “Attento! Stai per mettere i piedi su di un particolare ordigno antiuomo che produce un’esplosione circoscritta in verticale in grado di polverizzare solo chi ci mette il piede sopra, lasciando invece illesi gli individui intorno, e che non so come diavolo sia potuto finire qui in mezzo al corridoio dell’azienda”.

Tutto questo per dire che: porca zozza, mi è arrivato Wolfenstein The New Order e mi tocca farci la guida, che vedrete a breve sugli schermi di GameSoul. Perché è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare… quindi: Ciao! Vado ad uccidere qualche nazicrucco…

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GameSoul: Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle – Guida Trofei II

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Se pensavate di esservi liberati di me, ovviamente vi siete sbagliati. Al momento devo recuperare le passate pubblicazioni. Tutte. Quindi mettetevi l’anima in pace, e magari vi passerà con meno dolore di quanto possiate pensare. Dopo la segnalazione della recensione (QUI), e poi della prima parte della guida ai trofei (QUI) di pochi giorni fa, si deve per forza di cose concludere con la seconda ed ultima parte della guida ai trofei di Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle.

Come già anticipato, il platino non è assolutamente difficile, e si può ottenere con un impegno abbastanza esiguo. Quello che può darvi noia alla fine si restringe ai trofei legati alle arene, ovvero attivare le interazioni, farsi colpire da tutte ed ottenere i finali drammatici. Tutte cose che comunque troverete all’interno della guida, in modo da farvi risparmiare ulteriore tempo nel raggiungimento del trofeo di platino. Come sempre troverete tutto sulle pagine di GameSoul.it (il blog di GameStop), tramite il tradizionale link in calce. Mahalo “end si iu sun”.

GameSoul: Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle – Guida Trofei II

GameSoul: LEGO Lo Hobbit – Guida Obiettivi e Trofei I

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Non ho mai nascosto la mia predilezione per i titoli di Traveller’s Tales legati al mondo dei mattoncini LEGO, e come il mio entusiasmo per i nuovi capitoli sia cresciuto con titoli come LEGO Batman 2: DC Super Heroes (di cui appena possibile dovrei sistemare il layout) e con LEGO Il Signore degli Anelli (idem come sopra), che sono stati i più innovativi del brand durante il corso della “storia”. LEGO Lo Hobbit non ha voluto quindi essere da meno, ed ha introdotto nuove features nel gameplay, rendendo sempre più interessante questi genere di giochi. Se poi ci aggiungete che il tutto è ambientato nella Terra di Mezzo del buon Tolkien, possiamo dire che il titolo ha vinto a prescindere, e non dovreste perdervelo per nessuna ragione. Che sia la versione per PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One o pure PS Vita, fate in modo di giocarvelo e non ve ne pentirete. 

Sfortunatamente, questa volta non ho avuto la possibilità di farne la recensione sulle pagine di GameSoul.it (il blog di GameStop), ma sto provvedendo comunque alla stesura delle guide, di cui qui vi presento la prima parte di quelle dedicate ad Obiettivi e Trofei sbloccabili nel gioco. Come per tutti gli altri titoli LEGO, platinare o millare il titolo non è particolarmente complesso, ma vi porterà via un bel po’ di tempo per via dell’ingente numero di collezionabili da dover raccogliere (ma di questi ne riparleremo più avanti). Se vi va, dateci un’occhiata, un sarago o anche un merluzzo, che qua si apprezza il gesto. Mahalo.

GameSoul: LEGO Lo Hobbit – Guida Obiettivi e Trofei I