Sankarea

Era un bel po’ che non guardavo un anime in generale, figuriamoci uno in originale sottotitolato (e per questo devo ringraziare/incolpare l’arrivo del Chromecast). I nomi dei generi di manga/anime ormai non sono più nel mio bagaglio di conoscenza, o probabilmente non lo sono mai stati realmente, quindi non so come classificarlo, se non come mi viene suggerito dalla rete: shōnen (che in teoria significa ragazzo, e dovrebbe indicare il target a cui sono destinati i manga e gli anime di questo genere).
Sta di fatto comunque che, sulla scia della moda del momento, gli zombie hanno un grosso riflettore puntato contro, soprattutto grazie al successo di The Walking Dead, ed incuriosito dalla trama, mi è capitato di vedere Sankarea. L’anime è composto da circa 12 puntate più un OAV prequel e due tematici (uno dal punto di vista di Babu, e l’altro che mette un po’ più in risalto Aria, la madre di Rea). Sankarea1Come la maggior parte delle produzioni del genere, è tratto dall’omonimo manga, che se non ho capito male dovrebbe essere ancora in corso.

[WARNING: spoiler ahead]

Nella buona tradizione nipponica, i protagonisti non nascondono per nulla le proprie passioni segrete, e scopriamo ben presto che il protagonista, Chihiro Furuya, ha una passione così spropositata per gli zombie tanto da sognare di avere un incontro romantico con un morto vivente di sesso femminile. Dall’altro lato, quello che può essere indicato come l’antagonista di questa storia, ha invece un amore un po’ troppo morboso per la figlia.
I due s’incontrano per caso, in un momento molto particolare per Chihiro, che dopo aver perso per un incidente il gatto Babu, prova a riportarlo in vita grazie ad uno strano libro trovato mesi prima a casa di un parente. I due fanno amicizia, e tenuto conto della situazione della ragazza non ci vuole molto a comprendere che gli eventi porteranno alla morte della ragazza ed alla successiva rinascita in forma di zombie senziente in grado di provare anche sentimenti umani.
Carino? Si, alla fine non è male.
Originale? Non proprio, ma almeno non è uno schifo come Zombie Apocalypse (di cui parleremo un’altra volta).
Ma se devo dirla tutta, il finale è leggermente deludente.
Nonostante l’argomento possa dare alcune aspettative, la componente horror non viene mai sfruttata come si deve o fatta entrare a dovere nella storia, anzi, lascia troppo spesso il posto a frequenti situazioni pseudo sentimentali, che visto il target, ci si dovrebbe aspettare in un numero nettamente inferiore. Nonostante ciò la storia scorre abbastanza in fretta, non ha eclatanti rivelazioni o colpi di scena, ma prende ed attrae abbastanza da far raggiungere l’ultimo episodio con la voglia di sapere come andrà a finire. Peccato che, come anticipato poco fa, il finale non sia proprio il massimo, e non chiuda la serie in una maniera “degna”. Per carità, mi è piaciuto, non posso negarlo, ma complice forse il lungo periodo di astinenza da anime, potrei trattato troppo con i guanti…

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