GameSoul: Tales Of The Borderlands Ep. 2: Atlas Mugged – La Recensione

talesb_5Il secondo episodio di Tales Of The Borderlands, attesissima serie della Telltale dedicata alle storie del mondo di Pandora, sancisce ufficialmente il ritorno di Jack il Bello.

Magari non sarà al massimo della sua forma, ed è poco più che un ologramma che può essere visto da una sola persona, ma è evidente che la parte più interessante sta per arrivare.

La serie è leggermente indietro rispetto al numero di episodi a cui è arrivata la sorella dedicata a Game of Thrones, ma dobbiamo anche dire che nel Westeros hanno da tirar fuori una puntata in più, e quindi il “rallentamento” ci può stare.

Come sempre, potete leggere il mio parere sul titolo attraverso le pagine di GameSoul.it, il blog di GameStop, e di cui a seguire allego il link diretto. Buona lettura e buon Primo Maggio a tutti.

GameSoul: Tales Of The Borderlands Ep. 2: Atlas Mugged – La Recensione

GameSoul: Game of Thrones Ep. 3: The Sword in the Darkness – La Recensione

GOT3_3Le cose, nel terzo episodio del titolo seriale di Telltale dedicato a Game of Thrones, sembrano farsi particolarmente interessanti. Devo ammettere che questo episodio mi ha particolarmente colpito, e penso sia il migliore che sia mai stato creato in tutte le serie della software house.

Per l’amor di dio, non è perfetto eh… Ma ci va molto vicino… Se volete sapere precisamente cosa ne penso, fatevi un giretto sulle pagine di GameSoul.it, come sempre il blog di GameStop.it, e se ancora non avete giocato un titolo Telltale, fatevi un favore e provatene almeno, che ormai alcuni si trovano a pochissimo, ed in digitale ve li tirano praticamente addosso a pochi spicci…

GameSoul: Game of Thrones Ep. 3: The Sword in the Darkness – La Recensione

Ci sono cose che non capisco… #3 – Medicomic version

Ci sono cose che non capisco, ed ormai non me ne faccio un cruccio, ma questo non significa che il problema non sia comunque presente e preoccupante…

Non capisco perché c’è ancora gente che quando entra nella sala d’aspetto del medico di famiglia o del dentista, si ostina ancora a chiedere “chi è l’ultimo?“, come se non fosse abbastanza ovvio… Sei te l’ultimo, cazzo! Sei entrato dopo di tutti noi? Stacce…
Che poi, cacchiarola, siamo tre deficienti in tutta la stanza, seduti tutti a debita distanza l’uno dagli altri, che giustamente chissà sti disgraziati che cazzo de malattie c’hanno e quindi è meglio tenerseli lontani… Capisco l’alzheimer, ma basta che te ricordi che quando siamo entrati tutti e tre viene il tuo turno, non mi pare difficile no?

Non capisco perché quando qualcuno aspetta nella sala d’attesa debba per forza mostrare il proprio lato autistico. Il tempo di sedersi, e dopo 4 secondi netti senti il vecchio di fronte che ticchetta con la scarpa, la tizia all’angolo che apre e chiude a ritmo la zip della borsa, il ragazzetto di fianco che apre e chiude la custodia del telefono, quell’altro che invece picchietta sulla sedia con le dita…
Aó, e che so annato dar dentista dei Neri per caso? E vabbé che gli orari delle visite so fatti a cappella (a cazzo de cane più che altro), ma poi non esageriamo…

Non capisco perché certa gente, con venti sedie libere, debba fare spoletta tra tutti gli angoli della stanza. Se vuoi camminare, c’è la tangenziale, la prendi a piedi e giochi ad acchiapparello coi tir… Sarò pazzo io, ma vederli consumare il pavimento senza una particolare ragione è una cosa che mi innervosisce terribilmente, e che va di pari passo con un’altra piaga del secolo, i rumori fatti con la bocca mangiando una caramella. Premesso che se mangi una caramella poco prima di entrare nello studio di un dentista, sei un cretino a prescindere, ma almeno te voi sta zitto? Ogni volta fai due passi e sbatti la caramella sui denti, tre passi e la succhi rumorosamente, altri due e fai gnam gman… Scrofe e maiali a confronto so lord inglesi… Ok, ammetto senza timore di essere un pochino (vabbè) misofono, ma ve se sente in Cina quasi per il rumore che fate…

Non capisco perché in ogni gruppo di pazienti poi, ci deve essere sempre e per forza quello che se lamenta. Borbotta, bofonchia, un porco qua, un porco là, e va a finire che è sempre colpa del paziente che è dentro che s’attarda e/o del dottore che perde tempo. A me pare che uno così c’ha più problemi che neuroni, il che è tutto dire…

Che poi non è che alla fine me da fastidio tutto, il problema è principalmente il fatto che voi umani nu ve sapete regolá… Live long and prosper…

 

GameSoul: Bladestorm: Nightmare – La Recensione

BN4Lo so, sono in ritardo, molto in ritardo. Sono anche in ritardo sul ritardo, e tutto questo ritardare, mi fa sentire più un ritardato che un ritardatario…

Sta di fatto comunque, che un po’ di tempo fa, in una galassia lontana lontana, ehm… in un blog lontano lontano, è stata pubblicata la mia recensione di Bladestorm: Nightmare.

Nonostante sperassi in un titolo completamente nuovo di zecca, l’ultimo titolo Koei Tecmo si è rivelato essere l’ennesimo remastered, di cui ultimamente si sta riempiendo troppo il parco giochi della nuova generazione di console. Il genere è una variante più strategica del Musou in stile Dynasty Warriors, e devo dire anche leggermente più divertente, sia per le vecchie dinamiche, che per la nuova modalità Nightmare introdotta per la riedizione.

Come sempre, se volete dare un occhio alla recensione e leggere il mio pensiero sul gioco, potete farlo direttamente sulle pagine di GameSoul.it, il blog di GameStop, di cui troverete il link diretto qui a seguire in mezzo alla pagina. Buona lettura, buone mazzate e buon divertimento, che io intanto scappo che c’ho Destiny sul fuoco… Mahalo.

GameSoul: Bladestorm: Nightmare – La Recensione

BN3

Sonata Arctica – What Did You Do In The War, Dad?

Che a volte riflettere potrebbe fare bene a qualcuno… Senza bisogno di uno specchio però eh…

 

Dad, what did you do in the war?
Something to answer for?
You say too young I am to know…

Dad, I’ve heard you cry at night
Mournful and desperate blight
Where did you learn that song you sing…

“War is in me! I was the war!
And your prying brings back the suffering
No, please, don’t start to cry…
I only pray you’ll never know
The things I see every time I close my eyes
Angels still have faces”

What did you do in the war, dad, tell me
Why can’t you smile when the children sing
Did the wages of war cut your soaring wings
And your soul is now torn, unlike mine
Do you fear yesterday will in someway,
Define the life of your child?

Dad, I know what you did in the war
Deeds devils would abhor
Did you fulfil the oath you swore?

Dad, did you do it for me?
Their blood for my life to live
In the hollow without reprieve, without you

“War is in me! I am the war!
Don’t you force me to live the nightmare again!
I’m sorry…
Please, don’t make me cry…
My son, you never ever want to know
How when guarding your sleep serene I hear
The silence of the children who sang…”

Far and beyond the stars there’s
A place where all the love,
All the goodness we could have still resides
But we choose life away from the light
You can find ghosts of loss in the gaze of your
Beautiful child