Supergirl – Season 1 Pilot

supergirl2In un contesto ormai in cui le serie tv (ed i film ovviamente) sui supereroi “tirano”, è normale che le case produttrici, a seguito di un degno successo, investano su nuovi progetti legati a questo habitat generato dai fumetti. Dopo che Arrow è riuscito a raggiungere un discreto successo, e dopo che il nuovo Flash ha preparato la strada per qualcosa di ancora più grande, ecco che tra le varie idee pronte a diventare la nuova serie tv supereoistica del momento, spunta fuori Supergirl.

Tenete a freno i bollenti spiriti però, la serie parte ufficialmente ad ottobre, in America ovviamente, quindi dovremo attendere ancora qualche mese per poter saggiare l’effettiva validità del soggetto, ma esiste comunque già il classico episodio pilota. Narra chiaramente le origini della nostra super-ragazza, come sia arrivata sulla Terra insieme (più o meno) con suo cugino Kal-El/Superman, e come abbia deciso di intraprendere le stesse tortuose strade della giustizia.

Il plot originale del fumetto è comunque stato riadattato alla serie televisiva per ovvie ragioni, e se non vogliamo fare i soliti bacchettoni/tradizionalisti/integralisti/ossessivocompulsivi, dobbiamo dire che bene o male regge anche. Il problema infatti, è altrove…

jimmyolsenOra… Io non voglio essere razzista, e nemmeno daltonico, ma da quello che ricordo io, Jimmy Olsen non è nero, ma bianco, non è così sicuro di sè, e non è nemmeno palestrato. Perciò, se siete tra quelli che hanno seguito Smallville, sicuramente la cosa non vi farà proprio piacere (soprattutto se fate parte degli ossessivo compulsivi sopra citati).

Al contrario della versione di Kara Zor-El che abbiamo visto nelle avventure giovanili di Superman, molto più sicura, con un carattere decisamente più duro, troviamo una normalissima assistente d’ufficio, impacciata e poco appariscente, che rispecchia moltissimo il classico e canonico Clark Kent, come se ne fosse la versione femminile. L’episodio pilota infatti punta parecchio anche su questo lato della protagonista, considerandolo una parte del suo essere, e non semplicemente una maschera costruita per celare la sua identità.

Ma alla fine, lei rimane sempre la cugina di Superman, ha i suoi stessi poteri (anche se è un po’ che non li usa), e se buon sangue non mente, ben presto sarà su tutti i giornali a far parlare delle sue epiche imprese di paladina della giustizia. Peccato però che come combattente faccia un pochino pena, ed infatti nel combattimento contro un criminale non propriamente terrestre, sarebbe dovuta morire perlomeno tre volte. Le scene di combattimento sono al limite delle produzioni di film di kung-fu degli anni ’60, in cui i fili che tiravano in aria gli attori non si faceva nemmeno la fatica di nasconderli…

Nel cast, oltre alla protagonista, Melissa Benoist, troviamo anche un’invecchiata Ally McBeal, al secolo Calista Flockhart, che prende il ruolo del capo della CatCo, l’azienda dove lavora Kara. Nel ruolo di sua sorella, Chyler Leigh, che ricorderete forse in Grey’s Anatomy, e ad intepretare i panni di Jimmy OlsenMehcad Brooks.

Palese quindi il fatto che, se la serie vuole racimolare un po’ di consensi, deve migliorare, e non di poco. Ci vuole più cura in alcuni campi, e forse  un po’ meno di sentimentalismi in altri. In ogni caso, resto ancora dell’idea, che l’incarnazione migliore di Kara Zor-El, sia quella di Smallville

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