E’ vero. Tutto vero… Ma si vede solo il lato oscuro…

Si dice che ammettere di avere un problema è il primo passo che ci aiuta a risolverlo, ed io ad essere sincero vorrei tanto poter incontrare di persona chi per primo ha detto sta cazzata, per avere la possibilità di potergli sputare in faccia personalmente come Dio comanda…
Non metto in dubbio comunque che sia io a sbagliarmi nell’interpretare la frase, non sarebbe né la prima volta nemmanco l’ultima, ma tant’è che alla fine dei conti ho un problema… (uno in più intendo ovviamente…)

Ci sono cose che una volta cominciate mi assorbono completamente più di quanto dovrebbero normalmente (e “salutarmente”) fare. Una di queste, nell’ultimo periodo, è il lavoro. Ho dovuto cambiare città (si spera momentaneamente), ho dovuto cambiare abitudini (e chi mi conosce sa quanto questo mi destabilizzi), e soprattutto ho dovuto cambiare ritmo di vita (e la mia salute ne sta risentendo, forse pure troppo). Sono mesi che mi trascino in queste condizioni, e la cosa di certo non sta avendo buoni risultati sui vari “lati” della mia esistenza.

“Tiratene fuori”, potrebbe dire qualcuno di voi, come tra l’altro mi dicono anche amici, colleghi ed affini, ma non è così semplice, c’è qualcosa che me lo impedisce. In alcuni momenti lo chiamo semplicemente senso del dovere, in altri solo stupidità (giusto per non usare un altro termine ben più diretto…), ma alla fine dei conti il risultato finale è lo stesso, e si traduce con me che dopo un lasso di tempo T variabile sono costretto a mollare qualunque cosa stia facendo per mettermi sdraiato in preda agli attacchi di extrasistole, oppure a dovermi alzare repentinamente dal letto nelle ore notturne perché svegliato da pseudo attacchi di panico che mi rendono impossibile il riuscire a riposare.
Sono diventato anche più irritabile (sì, più de prima…), mi arrabbio molto più facilmente, anche se non sempre lo lascio vedere fino in fondo, e ci sono cose che mi danno sempre più fastidio. In condizioni normali infatti, sono già abbastanza misantropo e misofono, ma credo ormai di aver raggiunto un nuovo livello in entrambe le categorie, e penso che il momento in stile “Un giorno di ordinaria follia” sia sempre più vicino.
By the way, ho almeno riscoperto la necessità ed il beneficio della scrittura, ed in effetti, da quando ho ripreso a farlo anche per delle cazzate nei momenti di “transito” o più a rischio, riesco ad intravedere qualche miglioramento. Per il futuro immediato, da buon ossessivo compulsivo, la parola d’ordine sarà: ordine, ogni cosa al suo posto e ad ogni posto la sua cosa…
Ehm… Sì… Fidati…

Ps: in ogni caso, quando comincerò a contare i passi ed a non mettere i piedi sulle fughe delle mattonelle, credo proprio che comincerò a preoccuparmi…

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