…e poi mi arrabbio anch’io…

La verità più indiscussa dell’ultimo periodo, è che il 2016 si è dimostrato un anno di merda fin dalle sue prime battute, soprattutto nel campo artistico, dove ormai le vittime cadono come mosche.
Non sono solito fare sti coccodrilli tanto spesso. Chi mi conosce sa che nonostante l’atteggiamento arrogante e stronzo fino al limite della sopportazione, in realtà sono molto più arrogante e stronzo di quanto si possa sopportare, ma parlare della morte di qualcuno che conosco è una cosa che non gradisco e che in linea teorica mi strapperebbe l’anima, se ne avessi una.
bomber (1)Non conoscevo di persona Carlo Pedersoli, è ovvio, non sono stato così fortunato, ma da solo o in compagnia di Mario Girotti, è stato parte integrante della mia infanzia. Impossibile dimenticare le sere ed i pomeriggi passati con mio padre a guardare Bomber, Lo chiamavano buldozer, I due superpiedi quasi piatti, …altrimenti ci arrabbiamo!, ed ovviamente Lo chiamavano Trinità.

Di persone come lui, pensi e speri che QUEL momento, sia come una delle sue scena dei film.

Ti immagini la Morte che suona al campanello della casa di Bud Spencer pronta a mietere la sua anima.
Mentre la porta si apre lei entra impettita, e con po’ di arroganza e soddisfazione dice “Carlo Pedersoli, il tuo tempo è finito, devi venire via con me“.
La porta si chiude piano dietro di lei.
Un attimo di silenzio…
…poi si sente solo la melodia inconfondibile di una serie di schiaffoni e pugni in testa, ed il tristo mietitore vola via uscendo dalla finestra.
Si rialza a stento, la tunica strappata ed il bastone della falce rotto a metà.
Si rimette in sesto alla bene e meglio, si toglie la polvere di dosso e poi dice “Vabbè, ripasso un’altra volta eh…

Ad occhio e croce, mi sembra un finale nettamente migliore…

Nei vari pezzi in cui si parlava di lui, ho letto che era dispiaciuto perché artisticamente parlando in Italia non gli volevano bene, mai un riconoscimento, mai un invito a qualche manifestazione importante. Beh, per quel che vale, quelli come me o come mio padre, gli hanno sempre voluto bene e sempre gliene vorranno, e non si sono mai persi l’occasione di guardare un suo film in compagnia.

Ovviamente la cena si stasera è a base di fagioli, mentre in sottofondo, scorrono le immagini e le note di Banana Joe.

Joe oh Banana Joe! tu tienes, oh Banana nana Joe! corazon gigante y alma sonante…

Ciao Bud…

PlayStationZone: WWE 2K16 – Recensione

In tutto questo tempo in cui il blog latitava, o meglio in cui io latitavo dal blog, non me ne sono propriamente stato a pancia per aria a grattarmi gli attributi, bensì ho aggiunto altre collaborazioni a quella ormai solita con GameSoul.it, il blog di GameStop.it, che tutti ormai conoscerete di certo visto la mia reiterata citazione…

Da dicembre scorso infatti, sono tornato a dare una mano ad alcuni amici sulle pagine di PlayStationZone.it, che come riporta l’auto-descrizione, è un sito internet fatto da appassionati, per appassionati!

Antonio Loparco, fondatore dell’ambaran e coordinatore dietro le quinte, gestisce da anni il portale, tenendo a bada due pessimi elementi come Davide Begni e Loris Mattiolo, che da tempo lo supportano creando contenuti di vario genere. Ora uno dei due ha gusti discutibili, ma lascio a voi il piacere/l’onere di scoprire di quale di loro si tratta. Chiaramente chi li conosce già non avrà difficoltà a rispondere senza nemmeno pensarci, quindi non fatevi scrupoli e puntate colpevolmente il dito…

Fatte le presentazioni, passiamo subito al piatto riscaldato di oggi… ehm… cioè a quello che ai tempi è stato il mio articolo di ritorno nel ruolo di redattore, ovvero WWE 2K16, titolo stagionale di Wrestling che a può vantare da tempo un discreto seguito di fans.

Il Wrestling è uno sport che sinceramente seguivo quando ero ragazzino, e quando ero ragazzino io erano i tempi di Hulk Hogan ed Ultimate Warriors, quindi uno dei periodi d’oro di questo sport/spettacolo. Ora sono sicuramente un po’ spiazzato dai nuovi nomi, che orfani ormai di alcune colonne portanti come per esempio The Rock, che ha intrapreso assiduamente la carriera di attore, non riescono ancora a farmi stare a pieno agio nell’ambiente.

Il titolo magari non è proprio un capolavoro, ma se si riesce a mantenere la calma durante le partite, magari ci si riesce anche divertire ogni tanto. Se volete dare un’occhiata a cosa ne ho pensato nel dicembre scorso, accomodatevi pure al link sottostante, e come direbbe Costanzo, buone mazzate a tutti.

PlayStationZone: WWE 2K16 – Recensione

 

PS: sì, anche questo fa parte del recupero del backlog di cui vi parlavo ieri, ma stavolta non c’è nessun secondo fine. Sul serio…

PS2: tra l’altro, nel caso la storia di ieri avesse stimolato la vostra curiosità, ci sono state evoluzioni per Guilty Gear Xrd -REVELATOR-, ma le notizie sembrano poco promettenti. Domani ci sarà probabilmente l’epilogo, ma ormai le speranze sono al limite dell’essere vane…

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GameSoul: Guilty Gear Xrd Sign – La Recensione

Guilty_Gear_Xrd_ScreenshotAnche se con scarsi risultati, è particolarmente evidente che il genere dei picchiaduro è quello che prediligo. Quasi un anno fa, uscivano quelle quattro parole in croce che sono riuscito a scrivere per Guilty Gear Xrd -SIGN-, titolo sviluppato dai ragazzi di Arc System Works, che sembra essere l’anello di congiunzione tra i picchiaduro e gli anime giapponesi.

Parafrasando il titolo del film dei fratelli Coen, e dell’omonimo libro di Cormac McCarthy a cui si sono ispirati, Questo non è un gioco per vecchi…

Il titolo infatti è molto tecnico, e ripeto MOOOOOLTO tecnico, tanto da farvi penare e tremare di fronte ad un nemico ad un livello di difficoltà alto, o dinanzi ad un avversario umano decisamente esperto. Giocare online senza un minimo di esperienza, è come scendere in campo nei mondiali di calcio e voler rubare palla a Messi.

Come la maggior parte delle cose che scrivo, anche quelle vecchie righe si trovano sulle pagine di GameSoul.it, il blog di GameStop.it. Il link all’articolo è giusto qui sotto.

GameSoul: Guilty Gear Xrd Sign – La Recensione

…prima che comincino a partire le maledizioni in etrusco però, so cosa state pensando, ovvero che vi sto rifilando un pezzo di un titolo uscito ormai da un anno, e che per giunta, se si va ad aprire il link, al momento è pure impaginato di merda…

Non è vero…

…non proprio…

…sì, ok, è vero, ma è per una buona causa… la mia ovviamente! Ed in specifico perché in primis devo recuperare il backlog degli articoli, e poi perché spero che Sony si metta una mano sul cuore e mandi il codice promo di Guilty Gear Xrd -REVELATOR- per la rece 😀 che onestamente quei 55 euri al momento sono un po’ pesantucci… 😛

Detto questo sentitevi liberi di dare un occhio a questo vecchio papiro, che tanto l’Italia del calcio ha perso meramente contro l’Irlanda, quindi visto che ormai la serata ve la siete rovinata, fate pure l’en plein no?

PS: comunque l’impaginazione della rece prometto di sistemarla. Non oggi però…

A Warrior’s Call – Volbeat

Nonostante io sia quasi certo che le due cose non abbiano niente a che fare, questa canzone mi ricorda per ovvi motivi un vecchio titolo dell’anno 2000, Ready 2 Rumble, uscito all’epoca per un bel po’ di console, tra cui la prima e la seconda PlayStation, ed il bellissimo Dreamcast, di cui ancora non riesco a separarmi…
Ovvio che paragonato ai titoli odierni è più che antidiluviano (leggasi merda), ma ai tempi era piuttosto divertente, e riuscire ad assestare i giusti colpi per far partire appunto il tizio che urlava “Let’s get ready to Rumble!” al supercolpo era quasi uno spasso. Peccato fossi una mezza-pippa… 😦

 

Let’s get ready to rumble!

Feel the fire, he’s entering the ring,
His mindset only knows how to win,
This Danish fighter will break you in two,
You will feel all his power!

The Viking warrior Mikkel Kessler will now brand his name in the back of your head, yeah
You feel the floor again,
Unleashing his hell
You will not even hear the bell
Maybe you’re strong but you don’t stand a chance

Feel the power of a warrior!
Fight, fight, fight, fight!
Let’s get ready to rumble!
Fight, fight, fight, fight!

Breaking your record and breaking your bones,
Born a warrior with a code,
A champion feeding your face with a fist,
You will feel all his power!

The Viking warrior Mikkel Kessler will now brand his name in the back of your head, yeah
You feel the floor again,
Unleashing his hell
You will not even hear the bell
Maybe you’re strong but you don’t stand a chance

Feel the power of a warrior!
Fight, fight, fight, fight!
Let’s get ready to rumble!
Fight, fight, fight, fight!
A gladiator’s left hand hook
Fight, fight, fight, fight!
Feel the pain tomorrow!

Behold here comes the son,
Believe it, he was born to be the chosen one,
The call is for a warrior,
His name will echo on the sea and on the ground

Feel the fire, he’s entering the ring,
His mindset only knows how to win,
This Danish fighter will break you in two,
You will feel all his power!

The Viking warrior Mikkel Kessler will now brand his name in the back of your head, yeah
You feel the floor again,
Unleashing his hell
You will not even hear the bell
Maybe you’re strong, but you don’t stand a chance

Feel the power of a warrior!
Fight, fight, fight, fight!
Let’s get ready to rumble!
Fight, fight, fight, fight!
A gladiator’s left hand hook
Fight, fight, fight, fight!
Feel the pain tomorrow!

Behold here comes the son,
Believe it, he was born to be the chosen one,
The call is for a warrior,
His name will echo on the sea and on the ground

Ci sono cose che non capisco #4: D’Urso Boops Edition… WTF?! O_o

No… Non sono impazzito… Non ancora almeno, o non più del solito… Ma ultimamente, controllando senza nessun motivo in particolare la lista delle ricerche che portano a codesto blog, ho trovato “alcune cose che non capisco”, e mi sembrava giusto farvi partecipi… (che poi oh, se siete voi a venire qua a leggere un po’ ve la cercate eh…)

Mi era già successo tempo fa a dire il vero, ma ai tempi non ci avevo dato peso più di tanto, oggi poi, la scoperta che invece è una cosa che ripete piuttosto spesso,e non può che farmi pensare. Oltre al pensiero però, un po’ di curiosità m’è venuta, e visto che oggi non ho proprio tantissimo da fare (se non cercare di finire Uncharted 4 a livello Devastante), ho spulciato un po’ le statistiche del blog, e ci ho trovato qualche sorpresina… Quella che vedrete a seguire infatti, è la lista delle ricerche proveniente da Google che hanno portato su queste pagine per il mese corrente, Giugno.

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Sì sì, avete letto benissimo, c’è proprio scritto “barbara durso big boops“. Sorvoliamo sul fatto che il cognome sia scritto in maniera errata, in quanto è D’Urso e non Durso, ma io mi chiedo, chi è che cerca ste robe in giro?
Ma andiamo indietro di qualche mese… Arriviamo fino a Marzo scorso…

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Vada per il pompinotto di Deadpool, che alla fine è una sorta di cocktail e ci può stare cercarne in giro la ricetta, anzi, mi riprometto di scriverci su qualcosa se riesco a recuperare gli ingredienti ed a fare una “prova su strada”, ma guardate un attimo la seconda riga… “porno archivi barbara d urso“. Cioé siamo seri?!  “porno archivi barbara d urso“?! Ma che davero davero?
BTW, al cognome manca ancora l’apostrofo, ma almeno c’è lo spazio, ed è già un passo in avanti. Onestamente spero si tratti di un limite della ricerca, che per comodità elimina i caratteri diversi da quelli alfanumerici, ma tant’è che comunque c’è qualcuno che vuole dare un’occhiata agli archivi zozzi di Barbara D’Urso… e li viene a cercare qui… ehm… vabbé, andiamo avanti… Gennaio scorso…

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Tra le guide ai trofei di Dragon Ball Z: Battle of Z e di Titanfall, e il “non mi è piaciuto birdman“, ecco di nuovo che spunta “barbara d urso big tits“. Per le guide nulla da dire, per il fatto che a qualcuno non sia piaciuto Birdman, non posso che concordare ovviamente, ma per le big tits della D’Urso, il quesito rimane: perché?
Andiamo ancora più indietro, Ottobre dello scorso anno…
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Anche qui ci sono un paio di ricerche relative alle guide di The Walking Dead (che abbiamo già incontrato nel mese corrente), e quella di Ryse, un ottimo titolo per Xbox One di qualche tempo fa. E poi di nuovo, “barbara d urso tits“. Perlomeno, questa volta non sono pure big, oppure quello che le cercava ha una considerazione diversa dal normale sulle dimensioni del davanzale della signora Maria Carmela…
Passiamo quindi al Luglio 2015…

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Siamo quasi ad un anno fa, Stitch resta sempre un cult (anche con l’ennesimo errore nel nome -.-“), ed erano ancora rimasti degli strascichi di Wolfblood, una serie tv con target adolescenziale che ho visto un po’ di tempo fa perché ha come argomento i lupi mannari, ma cui ormai ricordo solo quando fosse bella la canzone della sigla… Anche qui però, c’è ancora chi cerca “barbara durso tits“, cosa che mi porta a pensare che c’è qualche altro tizio che non sa scrivere il cognome della conduttrice partenopea, e che non pensa che le sue grazie siano proprio abbondanti…

Sfortunatamente, mi sono accorto le statistiche mensili non mi permettono di andare più indietro di Luglio 2015, perciò mi sono dovuto accontentare di quelle annuali, che però alla fine hanno comunque dato ugualmente le loro piccole soddisfazioni…

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Il 2015 infatti, oltre a quanto vi ho già mostrato in precedenza, riporta anche un “barbara d’urso big boops” ed un “barbara d’urso tits“, con addirittura due occorrenze differenti in cui il cognome è stato scritto correttamente. Incredibile! O meglio, terribile, perché significa che l’istruzione media di chi arriva sul blog sta lentamente diminuendo…

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Per finire, il 2014 chiede, tra le varie ricerche dedicate di nuovo a Ryse ed altre cosucce, ci si ritrova sempre con un “barbara d’urso big tits” e con un “big tits d’urso“, che significa seriamente che chi cerca ste cose piano piano sta dimenticando come si scrive, oppure che sto beccando un sacco di gente che ha il tasto dall’apostrofo rotto sulla tastiera…

Non comprendendo comunque il motivo di tutta questa affluenza, ho ovviamente anche indagato sulle motivazioni che spingono Google ad inserire il blog in tali risultati, e la cosa è stata meno complessa del previsto. Un bel po’ di tempo fa infatti, vi parlai un filmetto di serie B, giusto per essere gentili, in cui coesisteva un binomio molto apprezzato da una fascia di maschietti, ovvero belle ragazze seminude ed un’apocalisse zombie. Il film in questione è Big Tits Zombie, che nonostante il titolo è in realtà molto più casto di alcune trasmissioni televisive che vanno in onda di recente. In quel post comunque, citavo per coincidenza la D’Urso, col film chiaramente lei non ci azzecca nulla, ma nel discorso il filo logico c’era… o almeno mi pare ci fosse… In ogni caso, sta di fatto che, ogni volta che qualcuno cerca quelle robe su un motore di ricerca, quella pagina spunta fuori in buona posizione… Non entro nel merito di chi quelle ricerche le fa, per carità, ma vorrei ricordare che la signora in questione c’ha quasi sessant’anni… Buon per lei essere arrivata a quest’età in quelle condizioni, però pure voi, dateve na regolate eh… Daje…

Comunque, per non lasciarvi proprio a mani vuote…

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