Run To The Hills, it’s a Charizard!!!

Pochissimi giorni fa, il campo dell’intrattenimento videoludico mobile ha subito un’impennata decisamente imponente. Tutti i fan di una della più importanti band metal degli ultimi trent’anni, sanno che è finalmente stato rilasciato il gioco ufficiale per smartphone con protagonista lo zombie che da sempre fa da mascotte al gruppo. Parliamo chiaramente degli Iron Maiden, e del loro atteso Legacy of the Beast.

eddiePer mia sfortuna, io sono particolarmente stronzo e cacacazzi anche (e soprattutto) per quel che riguarda i videogames, e quindi se c’è qualcosa che mi interessa anche un minimo, entro in totale isolamento anti-spoiler, schivando qualsiasi news o anticipazione che posso riguardare il titolo in questione.

Anche per Iron Maiden Legacy of the Beast è stato più o meno così, e quando ho saputo che sarebbe uscito il gioco di Eddie e che sarebbe stato un GDR a turni, ho avuto la classica reazione da fan di vecchia data (o semplicemente da fan vecchio), ovvero occhietti a cuore e posizione plastica da Shut up and take my fucking money! Poi, non ho più letto nulla fino alla release ufficiale… (sigh)
La cosa brutta ovviamente, è che le cose alla fine non sono andate come speravo. Il titolo sarebbe stato gratuito e con le canoniche micro-transazioni all’interno che ormai usano tutti, e questo avrebbe già dovuto far suonare nella mia testa un campanello d’allarme, ma nella mia mente vedevo solo Eddie che faceva a pezzi dei demoni con una grossa spada, e quindi tutto è passato in secondo piano…

A gioco rilasciato, sono subito corso ad installarlo sul mio iPhone 5S, e l’ho provato nei tempi morti degli spostamenti in pullman ed in metro… Mai tempo fu speso in peggio modo, se non contiamo l’aver visto Interstellar… In pratica, tutto quello che ho provato si riduce e si palesa in due semplici punti: il primo è che la colonna sonora è splendida e nessuno può osare dire il contrario; il secondo, è che il gioco è la solita solfa vista in moltissimi titoli iron-maidenpay2win per cellulare dell’ultimo periodo. Niente di più, niente di meno rispetto ai giochetti dedicati recentemente agli Avengers, in cui è necessario “sbustare” personaggi potenti per poter procedere nel gioco o per competere online con gli altri giocatori. In giochi come questi, l’unica via per eccellere è quindi comprare i pacchetti del conio di gioco ed acquistare i PG rari o i potenziamenti, che diventeranno sempre più costosi e necessari con l’andare del tempo. Iron Maiden Legacy of the Beast, è in pratica la stessa identica cosa, solo immersa in un’ambientazione totalmente differente… Ci sono stato dietro pochissime ore, e poi il nulla assoluto, ingoiato dal tedio di combattimenti sempre identici ed intervallati da pezzi di una trama che è meglio non ricordare.

A consolare questa cocente delusione però, in alcuni paesi del mondo è stato rilasciato con sommo gaudio Pokémon GO, titolo mobile per iOS ed Android che sfrutta le capacità GPS dei nostri moderni cellulari per simulare quasi totalmente la caccia alle famose creaturine di Nintendo. A dirla tutta non è proprio stato rilasciato da noi Italia, ed infatti cercandolo nei vari store non lo troverete, ma è sufficiente scaricare l’apk per Android o usare un account Australiano su iOS per poterlo “provare” sul proprio dispositivo. Per quelli come me che sono utenti Apple per esempio, è sufficiente avere un account americano o australiano su cui connettersi con il dispositivo, e procedere al download del titolo in maniera del tutto gratuita. I pacchetti contengono ovviamente anche l’italiano, e l’unica problematica al momento è dovuta al fatto che i server non sono ancora pronti per affrontare un traffico così alto come quello mondiale (ragion per cui spesso e volentieri, soprattutto dopo le 18 o nelle ore serali, i server vanno come si suol dire “in merda”).

kinglerAlla fine dei conti beh… ecco… Diciamo che nonostante io sia totalmente non fan di Nintendo, devo ammettere che il giochino tira abbastanza. Non è ancora completo o perfetto ovviamente, ed è afflitto da pesanti e fastidiosissimi bug, ma crea sufficiente dipendenza da far perdere un po’ di tempo ai giocatori più incalliti, che spesso andranno dietro a strane scie di foglie sparse per la mappa cittadina… Avrete capito quindi che parlando di GPS, mappe cittadine e simulazione di caccia, si sta dicendo che chi vuole giocare a Pokémon GO dovrà camminare parecchio, a meno di non essere fortunato quel tanto che basta per abitare vicino ad un PokéStop o ad una Palestra. Bisogna muoversi e farlo anche con attenzione, ma nonostante questo, Pokémon GO resta un titolo per fannulloni. Chi non ha nulla da fare per tutta la giornata infatti, avrà molto più tempo a disposizione per potenziare i propri mostri tascabili, quindi molte più opportunità di trovarne di nuovi e di più rari, che sono tutte cose parzialmente precluse a chi lavora, studia o ha una qualche attività che gli occupa la maggior parte della giornata. Questi individui ovviamente sono quelli che troverete a capo delle palestre, con esemplari che sfoggiano cifre di Punti Lotta (PL) impressionanti, ma che principalmente sono solo frutto di ore ed ore di gioco miste ad un bel pizzico di fortuna.

Anche qui comunque vige la regola del pay2win, perché le micro-transazioni all’interno del gioco permettono di acquistare Strumenti utili alla caccia, atti principalmente ad attirare un maggior numero di Pokémon o a moltiplicare la quantità di punti esperienza guadagnati durante le varie azioni. E’ una filosofia quella del pay2win, che non comprendo in toto onestamente, ed il fatto che quasi tutto il mondo videoludico stia volgendo verso questo modus operandi, non è che la dimostrazione che il declino ultimo del gioco competitivo (e non) sta arrivando.

Morale della favola quindi, Charmander batte Eddie 6-0 6-0 6-0, ed il che è quasi incredibile visto che il primo è un titolo senza nessuna trama, mentre il secondo ne ha una mediamente lunga, ma che onestamente risulta piuttosto pessima in termini di qualità. In ogni caso, i titoli sono entrambi gratuiti, e scaricandoli potrete constatare con i vostri stessi occhi quanto queste mie elucubrazioni mentali siano corrette o meno.

Gotta catchem all, in a Brave New World.

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