Deadpool presenta: il Pompinotto (ricetta inside)

Alzi la mano chi tra di voi non ha ancora visto il film di Deadpool

Male. Molto male. NCS -> Non Ci Siamo…

Deadpool è un film che si DEVE vedere, per forza. Al di là dell’essere appassionati o meno del fumetto o della serie di film di supereroi che da anni riempiono gli schermi, Deadpool è un film che va visto almeno una volta, e molta probabilmente non vi deluderà. Io per esempio, non contento di averlo visto al cinema in anteprima grazie a BadTaste.it, l’ho anche preso in versione bluray appena è uscito, e continuo a rivederlo ogni volta che posso. Tra l’altro, è uno di quei film che più li vedi, e più riesci a trovare un nuovo riferimento o una nuova chicca che ti era sfuggita la volta precedente, e da bravo fan per quel che mi riguarda è una cosa che conta parecchio.

Una cosa però che credo non vi sia sfuggita, è il cocktail che Wade ordina a Weasel una volta entrato nel Sister Margaret all’inizio del film. Wade lo chiama Pompinotto, ma alla fine è solo un espediente per poter scatenare una rissa tra i permalosi astanti nel locale. Visto che tra le ricerche che portano a questo blog ho trovato dell’interesse nella ricetta del Pompinotto, mi ero ripromesso tempo fa di postarne la ricetta, ed ora che sono riuscito ad organizzare tutto (o quasi), posso finalmente accontentare questi misteriosi ricercatori del web.

Continua a leggere

…e poi mi arrabbio anch’io…

La verità più indiscussa dell’ultimo periodo, è che il 2016 si è dimostrato un anno di merda fin dalle sue prime battute, soprattutto nel campo artistico, dove ormai le vittime cadono come mosche.
Non sono solito fare sti coccodrilli tanto spesso. Chi mi conosce sa che nonostante l’atteggiamento arrogante e stronzo fino al limite della sopportazione, in realtà sono molto più arrogante e stronzo di quanto si possa sopportare, ma parlare della morte di qualcuno che conosco è una cosa che non gradisco e che in linea teorica mi strapperebbe l’anima, se ne avessi una.
bomber (1)Non conoscevo di persona Carlo Pedersoli, è ovvio, non sono stato così fortunato, ma da solo o in compagnia di Mario Girotti, è stato parte integrante della mia infanzia. Impossibile dimenticare le sere ed i pomeriggi passati con mio padre a guardare Bomber, Lo chiamavano buldozer, I due superpiedi quasi piatti, …altrimenti ci arrabbiamo!, ed ovviamente Lo chiamavano Trinità.

Di persone come lui, pensi e speri che QUEL momento, sia come una delle sue scena dei film.

Ti immagini la Morte che suona al campanello della casa di Bud Spencer pronta a mietere la sua anima.
Mentre la porta si apre lei entra impettita, e con po’ di arroganza e soddisfazione dice “Carlo Pedersoli, il tuo tempo è finito, devi venire via con me“.
La porta si chiude piano dietro di lei.
Un attimo di silenzio…
…poi si sente solo la melodia inconfondibile di una serie di schiaffoni e pugni in testa, ed il tristo mietitore vola via uscendo dalla finestra.
Si rialza a stento, la tunica strappata ed il bastone della falce rotto a metà.
Si rimette in sesto alla bene e meglio, si toglie la polvere di dosso e poi dice “Vabbè, ripasso un’altra volta eh…

Ad occhio e croce, mi sembra un finale nettamente migliore…

Nei vari pezzi in cui si parlava di lui, ho letto che era dispiaciuto perché artisticamente parlando in Italia non gli volevano bene, mai un riconoscimento, mai un invito a qualche manifestazione importante. Beh, per quel che vale, quelli come me o come mio padre, gli hanno sempre voluto bene e sempre gliene vorranno, e non si sono mai persi l’occasione di guardare un suo film in compagnia.

Ovviamente la cena si stasera è a base di fagioli, mentre in sottofondo, scorrono le immagini e le note di Banana Joe.

Joe oh Banana Joe! tu tienes, oh Banana nana Joe! corazon gigante y alma sonante…

Ciao Bud…

Se vuoi del tempo comprati un orologio

Ovvero di buoni propositi, grandi film e pubblicità ingannevoli…

 

Voi non potete saperlo, ma la citazione presente nel titolo, oltre ad introdurre l’argomento di questo delirio scritto, rimanda anche ad un mio nuovo(vecchio) cambio di look, ma di solito non è proprio il massimo cominciare qualcosa raccontandone un’altra di minor conto, perciò cerchiamo di tornare subito in topic.

Dicevamo, la citazione… Chi tra di voi segue il cinema da qualche annetto, avrà forse riconosciuto la frase (e la foto) di Bilkins, il superiore di Brian (Paul Walker) dell’FBI che in una scena di The Fast and the Furious cerca di fargli capire che per quello che sta facendo di tempo ormai ne è rimasto poco. Ed io in un certo senso l’ho preso alla lettera…

Era da un po’ che ne meditavo l’acquisto, un paio di colleghi l’avevano preso tempo fa, e alcuni amici che lo hanno me ne hanno parlato un po’, nel bene e nel male, ma io ad essere sincero, ho avuto in mente per tutto il tempo che in realtà si trattava solo di un oggetto inutile, e che proprio per quella ragione dovevo averlo…
Sì, è una frase brutta, lo so (ed un po’ ci scherzo anche, sia chiaro), ma viviamo in un periodo della storia in cui il superfluo è diventato indispensabile, ed in cui, come diceva il buon vecchio Tyler Durden, “le cose che possiedi alla fine ti possiedono” (Fight Club).

Ma senza tirarla troppo per le lunghe con le derive filosofiche, questo è quanto, ho finalmente preso l’Apple Watch. Non volevo immolare un patrimonio, giusto il minimo sindacale, quindi mi sono concesso il modello Sport con cassa da 42mm in alluminio grigio siderale e cinturino in nylon intrecciato nero. Ho incluso anche un secondo cinturino, lo Sport nero con borchia nero siderale, ma non come ricambio o per sfizio, più che altro per comodità.

Tale comodità, viene principalmente dalla motivazione di base che mi ha portato alla decisione di acquistare tutto, ed anche se può sembrare che non c’entri un cazzo, è molto più inerente di altre scuse che potrei trovare. Il motivo portante infatti è che…

Homer-Diet

 …sì… sono a dieta… (risate registrate)

Nell’ultimo periodo, causa lavoro fuori sede e conseguente pranzo giornaliero in una pizzeria/ristorante decisamente troppo buona (per la cronaca i Capatosta ad Assago), ho messo su un po’ di chili, e siccome comincio a non sopportare più la cosa, mi sono imposto la dieta. Sto cercando di mangiare meglio e meno, equilibrando possibilmente gli alimenti e senza eccedere con zuccheri e grassi, restando sotto una soglia di 1500 kcal al giorno, ovvero 500 in meno del normale fabbisogno medio di una persona adulta, ma temo di dover abbassare ulteriormente il tiro.

Cosa ci azzecca comunque la dieta con l’aver comprato l’Apple Watch direte voi… Beh, per chi non lo sapesse, ci sono un po’ di features legate alla salute che sono integrate nel sistema operativo di Apple, ed avendo l’iPhone già da un po’ di anni, ho cercato di sfruttare la cosa per mantenere questo proposito salutistico. Da lì, passare a meditare quanto potessero essermi utili anche le funzionalità incluse nell’Apple Watch è stato un attimo.

Oltre al contapassi infatti, l’Apple Watch ha alcuni sensori con cui misurare il battito cardiaco (cosa che per un ipocondriaco che soffre di extrasistole, avere un orologio che ti misura costantemente il battito cardiaco è veramente una cosa comoda… lo giuro…), calcolare la distanza percorsa e conseguentemente anche il numero di calorie consumate durante il giorno. A questo si può aggiungere che fa perfettamente il suo lavoro in combinato con l’iPhone, rendendo entrambi il pezzo complementare dell’altro. Tramite l’apposita APP presente nativamente su iOS, è possibile duplicare le notifiche che arrivano al cellulare direttamente su Apple Watch, evitando quindi che il telefono si accenda o sia necessario recuperarlo in giro per poter rispondere. La messaggistica sms ha una serie di risposte rapide personalizzabili che si possono usare subito direttamente da Apple Watch, valide anche per la posta elettronica ed il messenger di Facebook, ma che risultano fortemente ridotte invece su Whatsapp. In alternativa, c’è sempre il sistema di dettatura dei messaggi, che può venirvi incontro nei momenti più difficili, e che onestamente funziona abbastanza bene. Meno performante forse la chiamata in vivavoce, dove sia il volume in entrata che in uscita risulta leggermente basso. Buona la durata della batteria, che nel modello da 42mm, con un uso normale, dura in media un po’ più di un giorno e mezzo. L’altra faccia della medaglia però si vede nel consumo batteria dell’iPhone, che nonostante venga usato relativamente meno rispetto a prima, di contrappasso tende a scaricarsi molto più velocemente del previsto. Impeccabili come sempre le confezioni, sia dell’orologio che del singolo cinturino.

Ma passiamo all’odissea dell’acquisto, che magari aiuterà qualcuno di voi a fare scelte migliori…

Per prima cosa, vorrei ringraziare MediaWorld per NON aver avuto a disposizione l’Apple Watch che volevo comprare direttamente in negozio. In primis perché il commesso, quando ho chiesto “il modello Sport da 42mm in alluminio grigio siderale con cinturino sport nero o in nylon intrecciato nero” voleva rifilarmi un “38mm in acciaio inossidabile con cinturino arancione”, che tra l’altro costa più del doppio. E poi perché onestamente non c’è convenienza, visto che quello che loro hanno pubblicato sul volantino tecnicamente è pubblicità ingannevole… Se date infatti un’occhiata anche alla versione online, vedrete questo:

MediaWorld1

Ovvero una bellissima offerta in cui si vede chiaramente che, a partire da 369 (non si capisce cosa, se euro, noccioline, mele, etc.) è possibile acquistare Apple Watch.

Riporto la descrizione esattamente sotto il prezzo:

Ricevi notifiche e rispondi in un attimo. Gestisci l’attività fisica quotidiana. Inizia un allenamento usando solo la voce. Tieni a portata di mano le tue carte d’imbarco. Con Apple Watch, le informazioni importanti e le funzioni che usi di più sono già lì, pronte sul tuo polso. Versione Sport 42 mm.

Avete già capito cos’è che non quadra? Ancora no? Ok. Facciamo allora una piccola osservazione.

Secondo quanto riportato dal volantino, è possibile acquistare il modello da 42 mm a partire da 369€, il che non sarebbe male, visto che in effetti quello sullo store di Apple è il prezzo per il modello da 38 mm, uno sconto che varrebbe la pena sfruttare, se solo fosse vero…

Ed invece, basta cliccare (se siete sulla versione pdf online del volantino) sul + nel cerchio giallo, oppure andare direttamente in negozio, per scoprire questo…

MediaWorld2

Come potete constatare dall’immagine, 369 è in vero il prezzo del 38 mm, mentre il 42 mm costa 419€, che sono esattamente gli stessi prezzi dell’Apple Store, con la differenza che MediaWorld ha molta meno disponibilità di modelli e di cinturini, e chi non è particolarmente cacacazzi come me, potrebbe “accontentarsi” di un modello differente da quello desiderato.

Certo, il commesso mi ha assicurato che per la settimana successiva avrebbero avuto un restock quasi completo di tutti i modelli eh… (che non vi fidate?) Peccato però che Apple mi avrebbe fatto avere tutto nel giro di 48h, ed è comprensibile quindi quale via io abbia intrapreso (del resto se ho citato The Fast and Furious ci sarà un motivo no?).

A tal proposito, vorrei spendere due righe per quel sant’uomo dell’assistenza clienti di Apple che mi ha seguito in post-vendita, perché compilando due volte l’ordine su due pc differenti, sono riuscito a fare casino…

Il sistema infatti memorizza il carrello, e quando ti riconnetti da un altro dispositivo con il tuo Apple ID, te lo fa trovare già pronto. Non sapendolo, ho prima aggiunto un modello con cinturino Sport nero ed un cinturino aggiuntivo in nylon intrecciato nero, e poi, quando ho rifatto l’ordine in serata, ho selezionato un modello con cinturino in nylon intrecciato nero ed un cinturino Sport nero aggiuntivo. Morale della favola, nel check-out dell’ordine c’erano circa mille euro di roba… Notato l’errore ho eliminato dal carrello le cose in più, ma ho commesso un errore, ed ho tolto il modello con cinturino Sport nero ed il cinturino Sport nero aggiuntivo; in pratica avevo lasciato lo stesso cinturino che avevo preso con l’orologio, e chiaramente me ne sono accorto solo dopo che il tutto era stato già spedito. Fortunatamente, è venuto in mio soccorso il sant’uomo di cui sopra, che non solo ha provveduto a rispondere a tutti i miei quesiti, ma ha anche organizzato una nuova spedizione immediata del cinturino sostitutivo prima ancora che inviassi il reso, ed ha risolto anche il problema relativo alla mia dimenticanza di scriverne il codice sul pacchetto che ho rispedito… In pratica, un’assistenza clienti impeccabile, efficiente e perfettamente funzionante, al contrario di altre che ho sfortunatamente incontrato in passato, e che sarà una ragione in più per continuare a preferire Apple a qualsiasi altro produttore di “marchingegni” telefonici.

In ogni caso, a quasi 10 giorni di test, i risultati sono più che ottimi, ed onestamente non vedo l’ora di poter installare il nuovo watchOS3, di cui si è già scoperta qualche novità. Nel frattempo, a furia di nominarlo troppe volte, mi è venuta voglia di rivedere The Fast and Furious, che tanto, vivere la vita un quarto di miglio alla volta lo sto già facendo… 😛

Deadpool

Prendete un uomo…
Magari non proprio uno che sia uno stinco di santo, diciamo uno che sa il fatto suo, un duro ma con il cuore abbastanza tenero…

Dicevo, prendete un uomo…
Dategli tutto quello che una persona può desiderare…
…e poi trovate il modo più semplice al giorno d’oggi per mandare tutto a puttane.
Aggiungeteci anche un pazzo criminale senza sentimenti ed una spruzzata del dna di Wolverine, e quello che ne verrà fuori sarà un cazzone vestito di rosso e nero che potrà intrattenervi per un’ora e quarantacinque minuti abbondanti senza bisogno della pillolina blu!

Com’è abbastanza evidente, ho visto il film di Deadpool. Lo aspettavo da tempo, lo desideravo da tempo, e finalmente non solo è uscito, ma ho avuto anche l’occasione di vederlo in anteprima grazie a BadTaste.it. O meglio, diciamo che è un mezzo grazie, perché voi ci avete messo i biglietti, ma io c’ho messo il culo per riuscire a prenderli, quindi credo sia giusto dividerci il merito :P.

Ammetto di non essere il più indicato per esprimere un giudizio imparziale sul film del mercenario chiacchierone, the merc with a mouth, ma ci possiamo provare…

Deadpool1Per prima cosa, dimenticate il Deadpool visto alla fine di Wolverine: Le Origini, perché il signorino che vedete qui alla vostra destra non è Deadpool.

O meglio sì, è Deadpool, in un’altra genesi reinterpretata per quel film… E’ sempre Ryan Reynolds nei panni di Wade Wilson, che alla fine è Deadpool, ma in realtà non è il VERO Deadpool, quindi cancellatelo dalla vostra mente, e quando ne vedrete il pupazzetto vicino al disco degli Wham, non fateci caso…

Tornando a noi, la trama del film pesca a piene mani dai primi periodi del fumetto, quelli in pratica orchestrati inizialmente da Nicieza e poi da Kelly, in cui vediamo il primo delinearsi del personaggio. Alla storia originale cartacea però sono stati necessari dei dovuti adattamenti per poter arrivare sullo schermo, e se siete assidui lettori delle avventure a fumetti dell’anti-eroe vestito di rosso e nero, noterete che ben più di una cosa è stata modificata o cambiata (non elenco le differenze principalmente perché non ne ho il tempo, che significa in pratica che non voglio :D). Si deve anche ammettere però che il giro funziona, ed anche piuttosto bene se dobbiamo dirla tutta.

Deadpool2Sono pochi i momenti in cui la pellicola rallenta il ritmo, che è mediamente sempre su di giri per quasi tutti i 100 e passa minuti di cui è composta. Ma anche in quei pochi istanti in cui il culo strizzato nello spandex del nostro non-eroe non sarà in primo piano, si potranno notare talmente tanti rimandi e citazioni ad altri film, supereroi, personaggi etc, che si potrebbe perderne tranquillamente il conto. Sono convinto infatti che non basti una sola visione per poterli cogliere tutti, soprattutto per il fatto che non sono sempre in bella vista come l’anello di Voltron o come la citazione dei due attori che hanno interpretato il professor Xavier nei film dedicati agli X-Men e citati da Wade (non dimentichiamo infatti che Deadpool è uno dei pochi personaggi che sono consapevoli di essere in un fumetto/film, e che per questa ragione si permette di bucare la quarta parete e di parlare direttamente con il pubblico o con i lettori e di citare di cose che gli altri protagonisti non sanno).
La colonna sonora è così varia nei generi che raccoglie, da risultare potenzialmente bellissima. L’unica cosa che non mi ha convinto, se proprio devo trovarne una, è il doppiaggio con l’accento presunto-inglese di Ajax/Francis, aka il cattivo di turno, che riesce a stonare anche se paragonato a quello pseudo-russo di Colosso. Quest’ultimo almeno, nel suo ruolo da spalla comica dimostra di avere un senso, ma quello di Francis a mio avviso sfiora il ridicolo.

deadpool3Morale della favola comunque, il film è divertentissimo, e vale ogni centesimo del biglietto. C’è azione, c’è una storia d’amore, ci sono tanti momenti divertenti, ci sono sparatorie, morti, esplosioni, c’è il solito cameo di Stan Lee, ci sono ben due scene dopo i credits, ed infine sì, ci sono le tette! (Boobies!!). Che immagino fosse una delle poche cose che più aspettavate dell’intero film… Ah, sì, per voi signorine c’è anche Rayan Reynolds nudo. Più volte. Ed anche più che nudo a dire la verità…
Chiaramente, come fatto notare dallo stesso Deadpool qualche giorno fa per l’uscita americana, il film non è adatto ad un pubblico troppo giovane di età. Quindi fate i bravi genitori, ed andate a vedere il film lasciando i vostri piccoli pargoli in compagnia dei nonni o delle babysitter, perché alcuni la maggior parte dei contenuti non è adatta a loro, unicorno compreso.

In conclusione, ammettendo senza nessun vergogna che secondo me il film di Deadpool merita un bel 9 pieno, e che è già in canna il seguito in cui vedremo anche Cable. Infine, vi ricordo che non tantissimo tempo fa il nostro amico è stato anche il protagonista di un videogioco tutto suo, su cui all’epoca ho scritto due righe sulle pagine di GameSoul.it (il blog di GameStop), sia sulla recensione che in due guide ai trofei/obiettivi (parte 1 e parte 2), il tutto a quattro mani con un ospite d’eccezione. E quindi buonanotte, mahalo, e niente pompinotto a chi non va a vedere il film!!!

deadpool4

Home – A casa

E’ uscito Home – A casa, il nuovo film di animazione in computer grafica della Dreamworks. L’errore più comune che ognuno di voi potrebbe fare, è quello di pensare che A casa sia solo la traduzione italiana del titolo originale, ma in realtà è un consiglio che dovreste seguire. Infatti, se dovesse venirvi voglia di andare al cinema a rivedere Kingsman per esempio, ed una volta arrivati a destinazione vi balenasse in testa l’idea di cambiare programmi e guardare invece Home, beh vi conviene decisamente restare A casa

home2Oh è uno degli alieni chiamati Boov, una razza extraterrestre incapace di difendersi, che mette in pratica esclusivamente la tattica della fuga davanti ai nemici, soprattutto di fronte ai Gorg, loro acerrimi nemici. Ed è proprio per sfuggire ai Gorg che i Boov arrivano sulla Terra, deportano tutti gli umani in Australia, e si insediano nelle città umane occupandone le case. Ora, già il fatto che non ci sia stata una rivoluzione militare armata tra gli esseri umani è una cosa strana… Ci ammazziamo da millenni tra di noi, figuriamoci se non reagiremmo contro degli alieni incapaci di difendersi… Ma la cosa peggiore è che si passa praticamente tutto il film a fare il tifo per i Gorg e ad attendere il loro arrivo. Sfortunatamente però, quando questi grossi e bellicosi alieni si faranno vedere, invece che portare morte e distruzione poteranno solo delusione e noia… E’ un po’ come quando da piccoli si faceva il tifo per Gargamella quando si guardavano i Puffi, ma puntualmente lui era così imbranato da non riuscire mai a prenderne manco uno…

Home è il classico film che gira intorno ad una morale, ma che ha protagonisti e comprimari piuttosto insipidi ed a tratti insopportabili. L’unica cosa che ho apprezzato è stata la realizzazione dei capelli della ragazzina, Tip, che essendo l’unica umana ancora in giro per il mondo, avrebbe dovuto fare praticamente una strage di alieni con ogni mezzo possibile… Insomma, volete vedere un bellissimo film di animazione sugli alieni che insegni un’importante morale ai vostri figli? Allora guardatevi Lilo & Stitch.

home1