5 motivi per cui la puntata 2×23 di The Flash rischia di essere una cazzata

Prima di cominciare a spiegare le motivazioni di quanto scritto nel titolo, c’è da fare giustamente una precisazione. Nel testo a seguire ci saranno spoiler (ovviamente), elucubrazioni mentali di una mente malata e cacacazzi (la mia), un numero indefinito di cazzate (come al mio solito), e vari ed eventuali di poco conto derivanti dal fatto che non ho una laurea in fisica quantistica e non conosco in maniera totalmente completa quella che è la storia del velocista scarlatto. Detto questo, facendo seguire ancora un po’ di spazio inutile per evidenziare l’inizio degli spoiler, andiamo a cominciare…

flash

Se avete già visto l’ultima puntata della seconda stagione di The Flash, come me forse avrete capito che ci sono un paio di cose che non (mi) tornano… Cominciamo con quella più immediata.

1) Zoom ed il suo residuo temporale.

Dopo che Zoom ha ucciso il padre di Barry, gli lancia una sfida, correre in una gara per capire chi è l’uomo più veloce della Terra (di quale poi è da capire, visto che Zoom è di Terra-2 e Barry di Terra-1, ma lasciamo perdere…). Ne segue una colluttazione ed una fuga, in cui vediamo Zoom affiancare… un altro Zoom.
Cosa c’è di strano direte voi, ricordando che è un’esperienza che ha fatto anche Barry nei suoi viaggi nel tempo…
Beh per ora niente ancora infatti, il problema viene dopo, quando Barry sta per sconfiggere Zoom, ed un altro Zoom glielo uccide prima che possa metterlo fuori combattimento. Viene così spiegato il concetto di “residuo temporale“, ovvero un altro se stesso generato da un viaggio nel tempo. La cosa però a mio avviso non regge, perché come ci insegna il buon Zemeckis con Ritorno al Futuro, ciò non può succedere. Facciamo un esempio pratico.
zoomZoom 1 torna indietro nel tempo di pochi minuti, e trova Zoom 2 che sta correndo via da Flash. Flash raggiunge Zoom, e quello che viene raggiunto è per forza di cose Zoom 1, perché il 2 dovrebbe essere saltato indietro nel tempo e quindi sparire. Un po’ come quando Marty riesce a tornare indietro nel futuro dopo aver salvato il rapporto dei suoi genitori, e decide di anticipare il ritorno di qualche minuto per avvisare Doc dei libici. Indi, già di suo, un residuo temporale ha poco senso, ed ucciderlo ne ha anche meno.
Un amico mi ha detto che il residuo temporale è stato spiegato nella serie per via delle multi-linee temporali, ma anche qui queste si creano se si cambia il passato, ma ciò non spiegherebbe la doppia presenza di qualcuno che dovrebbe aver fatto un salto nel tempo, o mi sbaglio?
È anche vero però che se si uccide il proprio io del passato come ha fatto Zoom con il suo residuo, egli non potrà più andare nel passato ad uccidersi, che è in poche parole una versione leggermente diversa del paradosso del nonno (che probabilmente avrete visto anche nella serie Futurama). Di conseguenza, se l’universo non è esploso, o è un problema o è una cazzata.

2) Flash ed il suo residuo temporale.

Ovvero il modo in cui Barry sconfigge quasi definitivamente Zoom e salva il mondo dalla distruzione totale. Il succo del discorso, anche qui, ha a che fare con il residuo temporale, quindi è inutile spiegare di nuovo tutto. La cosa strana invece, è il fatto che Barry, correndo alla stessa velocità di Zoom, sia riuscito a creare un residuo temporale, cosa che invece non è riuscita anche al suo avversario.

3) Barry salva sua madre.

Questa probabilmente è la cazzata più grossa. Sì, lo so che è una cazzata che comunque è realmente successa (in qualche modo) nel fumetto, dando il via alla saga di Flashpoint Paradox, ma nell’universo televisivo le cose potrebbero essere diverse se non si fa attenzione. La mossa inaspettata di tornare a salvare la madre infatti, non butta nel cesso solo le due stagioni di Flash, ma interferisce anche sulle altre serie dei supereroi DC, difatti i vari cross-over che abbiamo visto fino ad ora, hanno bene male fatto affidamento sul velocista scarlatto, e quindi cosa sarebbe potuto succedere senza la sua presenza ed il suo aiuto? Diamo velocemente un’occhiata…
arrowArrow s02x08-09: qui tecnicamente potrebbe non succedere nulla di particolare, in quanto non è un cross-over vero e proprio (ancora), e poi perché il Barry Allen visto in questa puntata del #TeamArrow non è ancora diventato Flash. Il Barry del presente dovrebbe ricordare comunque questo primo incontro, ma c’è il pericolo che questo primo team-up non avvenga con l’avvio di Flashpoint. C’è da chiedersi infatti se Barry, non soffrendo l’omicidio della madre in tenera età, sarebbe ugualmente diventato un membro della scientifica, offrendo di conseguenza il suo aiuto ad Oliver e company per questo “strano caso”. In teoria, in base a quanto riportato dal fumetto, il lavoro di Barry non cambia, ma la sua “nuova” vita è priva di poteri.
Arrow s02x10: anche qui, qualcosina potrebbe cambiare rispetto a quanto visto. Se Barry non ha più i poteri, molto probabilmente significa che l’esplosione non c’è mai stata, o più semplicemente non l’ha mai colpito. Per questa ragione non è mai entrato in coma (ipoteticamente), e quindi Felicity non dovrebbe essersi spostata a Central City per andare a vedere quali sono le sue condizioni. La cosa comunque dovrebbe avere poco impatto negli eventi della puntata.
Arrow s03x08: qui le cose si fanno più interessanti. Questo è il primo vero cross-over tra le due serie, cominciato nell’episodio s01x08 di Flash. Qui si comincia con Flash che salva Arrow da due boomerang che stanno per colpirlo in pieno, ed è facile intuire che in assenza di Barry molto probabilmente Oliver sarebbe gravemente ferito. Senza di lui inoltre, non sarebbe stato possibile disinnescare tutte e cinque le bombe sparse per la città da Digger Harkness/Captain Boomerang, e Star City potrebbe non essere più tutta intera…
ras al gulArrow s03x23: nel bel mezzo dell’epilogo che vede il #TeamArrow contro Ra’s al Ghul, Barry aiuta velocemente (ehm… :|) Oliver nel suo piano segreto, e si occupa delle guardie di Nanda Parbat per liberare i compagni rinchiusi in cella prima che sia troppo tardi. Ipotizzando quindi che siano riusciti ad arrivare tutti vivi fin qui dallo scontro con Digger Harkness/Captain Boomerang, Oliver dovrà escogitare un piano leggermente differente per eliminare Ra’s al Ghul, e possibilmente evitare di perdere qualche altro componente della squadra.
Arrow s04x08: altro cross-over cominciato con l’episodio di Flash s02x08, in cui incontriamo Kendra e Carter, conosciuti anche come Hawkgirl e Hawkman, antichi esseri in eterna lotta con Vandal Savage, che oltre a chiedere l’aiuto del #TeamArrow e del #TeamFlash in questi episodi, saranno parte integrante della nascita di un’altra serie parallela, ovvero DC’s Legends of Tomorrow, in cui convergeranno molti personaggi secondari visti in entrambe le serie. Senza i poteri di Barry però, il #TeamFlash non esisterebbe, e quindi Cisco potrebbe non incontrare mai Kendra e far partire tutti gli eventi di questo cross-over. Di conseguenza, Vandal Savage potrebbe riuscire nel suo intento di eliminare i due amanti alati anche in questa vita, mettendo quindi anche a rischio la formazione della squadra delle Leggende, che chiaramente vede in Kendra e Carter due importanti risorse per la lotta al malvagio immortale.
supergirlSupergirl s01x18: nonostante la cugina di Superman sia su una Terra diversa da quella d Barry (e diversa anche da quella di Zoom, Terra-2, e di quella del vero Jay Garrick, Terra-3), Barry riesce a raggiungerla durante il test di velocità fatto con l’acceleratore quantico, aiutandola anche a sconfiggere Banshee e Livewire prima dell’attivazione di Myriad. In sua assenza quindi, Supergirl sarebbe stata impegnata con le due villains, e non è detto che sarebbe finita come in realtà è finita…

Morale della favola, questo gesto egoistico di Barry, mette in pericolo non solo le sue due stagioni, ma anche le ultime due di Arrow e le prime di Supergirl e DC’s Legends of Tomorrow. Per quest’ultimo comunque, abbiamo visto che nel finale qualcuno avvisa la squadra di un nuovo pericolo, ma dubito che Rex Tyler, aka Hourman, abbia a che fare con Barry ed il suo Flashpoint Paradox.

4) I Dissennatori del Tempo.

Li avevamo visti tempo fa in una vecchia puntata, ma non mi pare di aver trovato notizie riguardanti la loro presenza nel fumetto. Pare si generino quando qualche velocista infrange le regole del tempo, come in questo caso, la timewraithcreazione di un residuo temporale. Il problema che li riguarda però non è tanto il fatto che esistano, quanto quello che Barry fosse sicuro nel suo piano che sarebbero venuti a prendere solo Zoom. A conti fatti, anche Barry ha la sua buona dose di colpe, e come Zoom aveva appena creato un residuo temporale, quindi per quale ragione questi spettri del tempo dovrebbero prendersela solo con il suo avversario?
La cosa apprezzabile invece, è che da questo avvenimento, come avrete visto mentre Zoom viene portato via, è stato creato Black Flash, entità equivalente alla Morte per i velocisti, che al momento della loro dipartita, viene a prenderli per riportarli e ricongiungerli alla Forza della Velocità.

5) Zoom – bis.

Il problema del tornare indietro a salvare la propria madre, rischia di mettere Barry anche in altri problemi, come per esempio il non aver sconfitto Zoom. Ciò significa che Jesse (Quick), la figlia del dottor Wells di Terra-2, sarà ancora prigioniera del malvagio velocista, e che il destino degli abitanti di quella realtà alternativa sono ancora in serio pericolo.

5 bonus) Flashpoint Paradox Light.

Il rischio principale di mettere in scena Flashpoint Paradox, è quello di non riuscire a trasmettere le reale portata delle conseguenze che esso genera. Se si da uno sguardo al fumetto o al film animato infatti, ci si accorge che il mondo è profondamente cambiato con l’assenza di Flash, e si sono susseguiti una serie di eventi che però non potrebbero essere mostrati nelle attuali serie tv in produzione, anche se principalmente perché interessano Flashpoint-Paradoxjpgpersonaggi che non ne hanno mai preso parte. Nel nuovo presente infatti c’è una guerra in corso tra Aquaman e Wonder Woman e le rispettive fazioni, che pian piano sta coinvolgimento tutto il mondo. Batman, che in qualche modo interviene nella risoluzione del problema di Barry, non è Bruce Wayne, bensì suo padre Thomas, Bruce infatti è rimasto vittima della rapina che nella realtà gli avrebbe fatto perdere i genitori da bambino, evento che qui tra l’altro ha anche trasformato sua madre nel Joker. Superman non è proprio l’eroe che tutti ricordano, perché la sua infanzia è stata leggermente differente precipitando al centro di Metropolis invece che in Kansas vicino alla famiglia Kent, ma riuscirà comunque a fare la sua parte. I caduti tra le fila degli eroi cominciano ad essere un numero preoccupante, e l’unica speranza che ha il mondo è appunto uno sconosciuto Barry Allen, che alla fine non solo riuscirà nel suo intento di rimettere le cose a posto, ma farà anche uno splendido regalo al ritrovato Batman/Bruce Wayne.

Ma per sapere quanti di questi deliri troveranno conferma nella terza stagione di The Flash, dovremo aspettare ottobre, quando finalmente potremo guardarne il primo episodio, intitolato appunto Flashpoint. Il ciclo di Paradox dovrebbe tra l’altro chiudersi in meno di dieci puntate, perché come forse saprete per dicembre è previsto il mega-cross-over che dovrebbe interessare tutte e quattro le serie DC. Non ci resta quindi che metterci comodi, ed attendere, che tanto tra 3 giorni ricomincia Mr. Robot no? 😀 😀 😀

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PS: sono ovviamente un po’ in ritardo e fuori tempismo con le mie elucubrazioni mentali, ma non mi pare sia una novità.

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iZombie – Season 1 Ep. 1 e 2

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Nonostante il nome molto Apple-like, iZombie non è l’ultimissima app per gli smartphone con il marchio della mela, bensì una serie tv che sfrutta la scia del successo che i morti viventi a caccia di cervelli freschi stanno riscuotendo nell’ultimo periodo.

Protagonista della serie è Liv Moore, interpretata da Rose McIver, che probabilmente conoscerete per il film Amabili Resti, ma che a me risultava un viso familiare per Once Upon A Time, ma anche per i più “antichi” Hercules e Xena. Tornando a Liv, possiamo dire che è una semplice specializzanda in medici, che per una volta decide di accettare l’invito di una collega, e senza il proprio fidanzatino perfetto si reca ad una festa in barca che nemmeno molto tardi comincerà a degenerare…

Alla festa era presente Blaine, spacciatore di Utopium, un nuovo tipo di droga, che sfortunatamente sembra anche essere la causa dell’epidemia zombie che non farà diventare la festa la più cliccata di Instagram. Nel ruolo del cattivo di turno, troviamo David Anders, e se vedendolo vi è balenato in mente la frase “io sto stronzo l’ho già visto…”, allora avrete riconosciuto in lui Takezo Kensei di Heroes, serie a sfondo super-eroistico che dovrebbe avere un seguito in un futuro imminente.

iZombie2Blaine è in pratica lo zombie che infetta Liv durante la festa, e la ragazza si risveglia la mattina dopo sulla spiaggia all’interno di un sacco di plastica per cadaveri… La sua nuova situazione è alquanto chiara, è diventata uno zombie, ma per chissà quali ragioni è anche riuscita a conservare la propria personalità ed il proprio controllo. Certo, la necessità di nutrirsi di cervelli umani è impellente, ma l’aver trovato lavoro nell’obitorio criminale le ha in parte risolto il problema.

I pasti però hanno dei piccoli effetti collaterali, ed oltre a far assumere a Liv alcuni tratti del carattere e della personalità dell’ex proprietario del cervello, le provocano alcune visioni legate ai ricordi più recenti delle vittime. Il termine vittime non è usato a caso, perché essendo defunti che finiscono nell’obitorio criminale, sono per forza di cose legati ad eventi non propriamente naturali. Questo “dono”, fa diventare Liv una fonte di informazioni e di aiuto “psichico” per il dipartimento di polizia, con cui lei si ritroverà a collaborare in maniera decisamente più ampia rispetto che al solo ambito medico.

Il risultato finale quindi, è uno Psych in salsa zombie, ma che potrebbe in qualche modo attirare l’attenzione grazie ad alcune piccole peculiarità. Tra queste speciali caratteristiche di certo però non spicca la capacità di sorprendere lo spettatore, che spesso saprà “prevedere” fatti o avvenimenti che si verificheranno in futuro nel corso della puntata o della serie. iZombie inoltre, è tratto dall’omonimo fumetto Vertigo edito in Italia dalla RW Lion.

iZombie3Il primo episodio, il Pilot, si occupa chiaramente del raccontare agli astanti il prologo delle vicenda di cui vi abbiamo parlato poco fa, e mette Liv di fronte al suo primo caso di omicidio. Una escort viene uccisa in quello che sembra un tentativo di rapina, ma la cosa nasconde qualcosa in più di quanto possa apparire a prima vista. Liv comincia così a prendere confidenza con i suoi nuovi poteri da zombie-veggente, e scopre che la sua improvvisa passione per gli oggetti rossi, non è che la forte cleptomania appartenuta alla vittima; patologia che alla fine dei conti è stata la cosa che l’ha messa maggiormente nei guai…

Il secondo episodio invece, Brother, Can You Spare a Brain?, fa arrivare sul tavolo dell’autopsia il corpo un rinomato artista, travolto dalla gelosia della moglie e da quella di tutti i compagni delle sue giovani amanti. Ma il caso di omicidio fa solo da sfondo all’ingresso (o meglio al rientro) in scena di Blaine, che indossata la maschera dello spacciatore pentito, trova l’ufficio di Liv e tenta di estorcerle qualche cervello per poter tirare avanti… Ma i veri piani dello zombie biondo platino non sono poi così puri, e mentre Liv ingenua prova ad aiutarlo, lui nell’oscurità pianifica la sua scalata al comando nella malavita cittadina. Sì perché prima di essere mezzo-morto, il nostro pusher mangia-cervelli aveva qualche pendenza con un pezzo grosso della droga, che in un modo o nell’altro sarebbe prima o poi passato a battere cassa. Volete sapere di più?

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Supergirl – Season 1 Pilot

supergirl2In un contesto ormai in cui le serie tv (ed i film ovviamente) sui supereroi “tirano”, è normale che le case produttrici, a seguito di un degno successo, investano su nuovi progetti legati a questo habitat generato dai fumetti. Dopo che Arrow è riuscito a raggiungere un discreto successo, e dopo che il nuovo Flash ha preparato la strada per qualcosa di ancora più grande, ecco che tra le varie idee pronte a diventare la nuova serie tv supereoistica del momento, spunta fuori Supergirl.

Tenete a freno i bollenti spiriti però, la serie parte ufficialmente ad ottobre, in America ovviamente, quindi dovremo attendere ancora qualche mese per poter saggiare l’effettiva validità del soggetto, ma esiste comunque già il classico episodio pilota. Narra chiaramente le origini della nostra super-ragazza, come sia arrivata sulla Terra insieme (più o meno) con suo cugino Kal-El/Superman, e come abbia deciso di intraprendere le stesse tortuose strade della giustizia.

Il plot originale del fumetto è comunque stato riadattato alla serie televisiva per ovvie ragioni, e se non vogliamo fare i soliti bacchettoni/tradizionalisti/integralisti/ossessivocompulsivi, dobbiamo dire che bene o male regge anche. Il problema infatti, è altrove…

jimmyolsenOra… Io non voglio essere razzista, e nemmeno daltonico, ma da quello che ricordo io, Jimmy Olsen non è nero, ma bianco, non è così sicuro di sè, e non è nemmeno palestrato. Perciò, se siete tra quelli che hanno seguito Smallville, sicuramente la cosa non vi farà proprio piacere (soprattutto se fate parte degli ossessivo compulsivi sopra citati).

Al contrario della versione di Kara Zor-El che abbiamo visto nelle avventure giovanili di Superman, molto più sicura, con un carattere decisamente più duro, troviamo una normalissima assistente d’ufficio, impacciata e poco appariscente, che rispecchia moltissimo il classico e canonico Clark Kent, come se ne fosse la versione femminile. L’episodio pilota infatti punta parecchio anche su questo lato della protagonista, considerandolo una parte del suo essere, e non semplicemente una maschera costruita per celare la sua identità.

Ma alla fine, lei rimane sempre la cugina di Superman, ha i suoi stessi poteri (anche se è un po’ che non li usa), e se buon sangue non mente, ben presto sarà su tutti i giornali a far parlare delle sue epiche imprese di paladina della giustizia. Peccato però che come combattente faccia un pochino pena, ed infatti nel combattimento contro un criminale non propriamente terrestre, sarebbe dovuta morire perlomeno tre volte. Le scene di combattimento sono al limite delle produzioni di film di kung-fu degli anni ’60, in cui i fili che tiravano in aria gli attori non si faceva nemmeno la fatica di nasconderli…

Nel cast, oltre alla protagonista, Melissa Benoist, troviamo anche un’invecchiata Ally McBeal, al secolo Calista Flockhart, che prende il ruolo del capo della CatCo, l’azienda dove lavora Kara. Nel ruolo di sua sorella, Chyler Leigh, che ricorderete forse in Grey’s Anatomy, e ad intepretare i panni di Jimmy OlsenMehcad Brooks.

Palese quindi il fatto che, se la serie vuole racimolare un po’ di consensi, deve migliorare, e non di poco. Ci vuole più cura in alcuni campi, e forse  un po’ meno di sentimentalismi in altri. In ogni caso, resto ancora dell’idea, che l’incarnazione migliore di Kara Zor-El, sia quella di Smallville

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666 Park Avenue – Season 1 Ep. 1 e 2

Quello che mi ha attirato principalmente della serie 666 Park Avenue, è stato chiaramente il tema portante. Da quello che avevo letto in giro, mi ero fatto un’idea personale di quello che forse ci avrei trovato dentro, e devo dire che sinceramente la cosa non mi stava per niente dispiacendo…
Il problema però è che quello che mi stava interessando, differisce un po’ da quello che alla fine ci ho trovato dentro, e l’interesse si sta leggermente smorzando. Da quanto avevo letto al riguardo, anche se non ricordo esattamente dove, avevo compreso che il palazzo al centro della serie fosse una trasposizione edilizia del Faust. Pensavo quindi che fosse un posto in cui gli inquilini che ci vanno ad abitare, vedono 666pa1esauditi i loro più profondi desideri, in cambio ovviamente di quello che di solito viene chiesto in patti del genere da entità diaboliche. La cosa in effetti non si discosta molto, ma non avevo preventivato la presenza di una coppia fissa di protagonisti, nello specifico Jane ed Henry, che desiderosi di fare carriera ed avere successo, si trasferiscono a New York e trovano lavoro all’interno del Drake, un palazzo costruito nel lontano 1923, e che pare nasconda tetri ed oscuri segreti.
I due si ritrovano quindi ad avere uno splendido appartamento, ed a doversi occuparsi di un lavoro che in teoria potrebbe occupare pochissimo del loro tempo, come potevano non rifiutare? Ovviamente era tutto troppo bello per essere vero, e mentre i due cominciano a conoscere alcuni degli inquilini del palazzo, Jane comincia a sviluppare un feeling particolare con l’edificio, fino al punto da cominciare a fare strani sogni collegati col passato.
Naturalmente tutto ruota intorno al direttore del Drake, Gavin Doran (che molti di voi conosceranno meglio col nome di Locke) e di sua moglie Olivia, che pare tessano la rete dei destini degli inquilini del palazzo. Nel primo episodio infatti, è proprio Gavin che mette in chiaro le cose con il signor Barlow, a cui era stato imposto di dover eliminare alcuni elementi scomodi del panorama politico della città, per riavere al proprio fianco la moglie morta suicida qualche tempo prima. Si avete capito bene…
Nel secondo episodio invece, il riflettore passa sulla coppia Brian e Louise, commediografo spiantato lui, fotografa lei, che oscillano tra l’incidente della ragazza con l’ascensore, e la ragazza della finestra del palazzo di fronte che non disdegna di farsi guardare da Brian dalla finestra in qualsiasi momento della giornata.
Nel frattempo, Jane scopre un’infestazione di uccelli in un passaggio dietro al muro dell’appartamento di Barlow, che sembra magicamente sparito pare si sia improvvisamente trasferito. Il tutto la porterà nel seminterrato, dove oltre ad un mosaico raffigurante un drago, troverà anche una porta murata. E qui ci stanno molto bene le parole del disinfestatore, che saggiamente pensa che se qualcuno ha murato una porta, avrà avuto le sue buone ragioni…

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Sankarea

Era un bel po’ che non guardavo un anime in generale, figuriamoci uno in originale sottotitolato (e per questo devo ringraziare/incolpare l’arrivo del Chromecast). I nomi dei generi di manga/anime ormai non sono più nel mio bagaglio di conoscenza, o probabilmente non lo sono mai stati realmente, quindi non so come classificarlo, se non come mi viene suggerito dalla rete: shōnen (che in teoria significa ragazzo, e dovrebbe indicare il target a cui sono destinati i manga e gli anime di questo genere).
Sta di fatto comunque che, sulla scia della moda del momento, gli zombie hanno un grosso riflettore puntato contro, soprattutto grazie al successo di The Walking Dead, ed incuriosito dalla trama, mi è capitato di vedere Sankarea. L’anime è composto da circa 12 puntate più un OAV prequel e due tematici (uno dal punto di vista di Babu, e l’altro che mette un po’ più in risalto Aria, la madre di Rea). Sankarea1Come la maggior parte delle produzioni del genere, è tratto dall’omonimo manga, che se non ho capito male dovrebbe essere ancora in corso.

[WARNING: spoiler ahead]

Nella buona tradizione nipponica, i protagonisti non nascondono per nulla le proprie passioni segrete, e scopriamo ben presto che il protagonista, Chihiro Furuya, ha una passione così spropositata per gli zombie tanto da sognare di avere un incontro romantico con un morto vivente di sesso femminile. Dall’altro lato, quello che può essere indicato come l’antagonista di questa storia, ha invece un amore un po’ troppo morboso per la figlia.
I due s’incontrano per caso, in un momento molto particolare per Chihiro, che dopo aver perso per un incidente il gatto Babu, prova a riportarlo in vita grazie ad uno strano libro trovato mesi prima a casa di un parente. I due fanno amicizia, e tenuto conto della situazione della ragazza non ci vuole molto a comprendere che gli eventi porteranno alla morte della ragazza ed alla successiva rinascita in forma di zombie senziente in grado di provare anche sentimenti umani.
Carino? Si, alla fine non è male.
Originale? Non proprio, ma almeno non è uno schifo come Zombie Apocalypse (di cui parleremo un’altra volta).
Ma se devo dirla tutta, il finale è leggermente deludente.
Nonostante l’argomento possa dare alcune aspettative, la componente horror non viene mai sfruttata come si deve o fatta entrare a dovere nella storia, anzi, lascia troppo spesso il posto a frequenti situazioni pseudo sentimentali, che visto il target, ci si dovrebbe aspettare in un numero nettamente inferiore. Nonostante ciò la storia scorre abbastanza in fretta, non ha eclatanti rivelazioni o colpi di scena, ma prende ed attrae abbastanza da far raggiungere l’ultimo episodio con la voglia di sapere come andrà a finire. Peccato che, come anticipato poco fa, il finale non sia proprio il massimo, e non chiuda la serie in una maniera “degna”. Per carità, mi è piaciuto, non posso negarlo, ma complice forse il lungo periodo di astinenza da anime, potrei trattato troppo con i guanti…